mercoledì 26 novembre 2014

Tic-tac-toe bentō


Le ultime settimane sono state davvero tristi. Molto ho conquistato, e molto ho perduto. Da qui il bisogno di prendere le distanze, anche un po' da me stessa, avventurandomi in un paesaggio bello e struggente. Sapendo che nella neve che si deposita al suolo, nello scorrere del torrente, nel vento che spira dai monti ritroverò sempre una voce e un tocco familiare... caro nonno.

 
Il bentō di oggi è semplicemente autunnale. Ho preparato un'insalata di cinque cereali abbinata a verdure varie, più una macedonia di kiwi e pomelo. Questo frutto tropicale è ricco di vitamina C, beta-carotene, vitamine del gruppo B e acido folico. Il bello del pomelo è che fornisce una sensazione di sazietà e accelera la sintesi delle proteine e dei grassi, rendendolo un alimento ideale per la dieta. A me piace moltissimo perché sembra un pompelmo ma senza quel gusto eccessivamente aspro.
 
Nel primo ripiano:
  • cinque cereali
  • carote
  • peperone verde
  • alga nori
 

Nel secondo ripiano:
  • macedonia di kiwi e pomelo

 
 
 
 

martedì 18 novembre 2014

Kurigohan


La ricetta di oggi è dedicata a uno dei frutti più amati dell'autunno: le castagne. In questo periodo i boschi sono pieni di questi piccoli tesori, ben protetti nei loro ricci. Io le mangerei in qualsiasi modo: arrosto, glassate, bollite... A chi non piace passeggiare per le strade gustando delle caldarroste bollenti?
Oggi continuiamo la rassegna delle ricette autunnali giapponesi con il kurigohan 栗ご飯, cioè il riso con le castagne. È un piatto semplice, senza troppe pretese, eppure altamente nutriente; le castagne contengono infatti una discreta quantità di grassi, proteine e sali minerali.  

Ricetta tratta e modificata da Just One Cookbook

Kurigohan

1 cup riso
castagne piccole
salsa di soia

Portare a bollore abbondante acqua, spegnere il gas e ammollare le castagne per mezzora. Scolarle e pelarle subito. Mettere a mollo le castagne per altri 10 minuti, cambiando spesso l'acqua.

Con la rice cooker: Lavare bene il riso, scolarlo e metterlo nella cuociriso. Mettere un goccio di salsa di soia, mescolare bene e mettere in cima a tutto le castagne a pezzi. Accendere la rice cooker e aspettare che il riso sia cotto.

In pentola: Lavare il riso, scolarlo e metterlo nella pentola con 300g acqua, la soia e in cima le castagne. Portare a bollore e cuocere a fiamma alta per 5 minuti, quindi abbassare il gas e coprire la pentola. Aspettare che l'acqua sia tutta assorbita e spegnere il gas. Dopo 10 minuti alzare il coperchio e servire.

lunedì 10 novembre 2014

Daigaku imo vol.2


Oggi è stata una giornata molto piacevole; io e alcune compagne di giapponese ci siamo trovate per intervistare una delle ragazze venute a studiare presso l'università di Torino. Tra una tazza di tè e una fetta di sacher, abbiamo chiacchierato un po' su come i giapponesi vivono l'Italia. Ciò che li colpisce maggiormente è la nostra socievolezza e l'impegno nello studio; come era prevedibile, sono sconcertati dalla mancanza assoluta di puntualità dei mezzi pubblici, nonché dalla scarsa cura per la cosa pubblica. Immagino questo sia una sorta di cultural shock, visto che la società giapponese è una macchina perfettamente oliata, dove ciascuno concorre al benessere globale.     

A proposito di università vi ripropongo un dolce autunnale tipico dei daigakusai 大学祭, ovverosia le fiere universitarie giapponesi: daigaku imo 大学芋. 
Sono delle patate dolci fritte e poi caramellate con sciroppo d'acero e salsa di soia. Le daigaku imo, una volta cotte, rimangono coperte da una glassa lucida e appiccicosa. Sono una vera bontà, un peccato di gola che va assolutamente gustato in autunno =)

Daigaku imo

1 patata dolce
2 cucchiai zucchero
1 cucchiaio sciroppo d'agave
1/2 cucchiaino salsa di soia
olio di semi
gomashio

Lavare la patata, pelarla e tagliarla a tocchetti. Metterla a mollo in acqua fredda per 10 minuti, quindi scolarla e asciugarla. Scaldare uno strato di olio in una padella e friggere le patate dolci. A parte, scaldare lo zucchero con lo sciroppo d'agave e la salsa di soia: deve formarsi uno sciroppo.
Scolare le patate dolci fritte e buttarle subito nello sciroppo caldo. Mescolare bene e, quando le patate saranno caramellate, metterle su un piatto e spolverarle di gomashio.

lunedì 3 novembre 2014

Dry curry



Che tempo da lupi, oggi! Pare che per un po' dovremo fare a meno del sole... ;)
Peccato, avrei voluto approfittare della settimana degli esami per allenarmi in bici; poco male, mi dedicherò a qualche hobby più tranquillo, tipo il disegno. Mi è sempre piaciuto disegnare e pasticciare con gli acquerelli, ma non sono mai stata particolarmente dotata. Ultimamente ho ripreso in mano la penna per realizzare qualche schizzo dei miei manga preferiti; è così rilassante che penso che prima o poi mi iscriverò a qualche corso  :3



Tutto questo tempo libero (*insert sarcasm here*) mi ha permesso di rimettermi ai fornelli per preparare un bel piatto unico. Si tratta di una versione alternativa del curry rice, più leggera e facile da preparare. Assomiglia un po' alla nostra idea di ragù a cui si aggiungono i fagioli e, ovviamente, il curry. Se vi piacciono le spezie e avete voglia di coccolarvi un po', provatela e fatemi sapere che ne pensate ;)


Ricetta tratta e modificata da Cooking with the dog

Dry curry

100g carne trita
fagioli in scatola
carote
aglio
cipolla
sedano
1 cucchiaio curry
1/2 cucchiaino fecola
100g acqua
sale
olio
1/2 cucchiaino salsa di soia
riso al vapore

Tagliare a dadi il sedano, la carota, la cipolla e l'aglio. Scaldare un filo d'olio in padella e mettere la carne. Saltare e aggiungere l'aglio e il sale; quando l'aroma di aglio diventa intenso aggiungere la carota, la cipolla e saltare 5 minuti. Abbassare il gas al minimo, aggiungere il curry con la fecola e mescolare bene. Aggiungere l'acqua, i fagioli e far addensare a fuoco medio. Mettere il riso in una ciotola e coprire col curry.


martedì 28 ottobre 2014

Sesame cookies


Questo weekend è stato strafaticoso... sono andata a Milano per sostenere l'esame per lavorare presso il padiglione Giappone. Tra la sveglia alle 4 e lo stress dell'esame, sono tornata a Torino con un bel raffreddore. Nonostante non abbia superato la selezione, non sono poi così abbattuta. Tutto sommato è stata un'occasione per mettermi alla prova; inoltre ho conosciuto un sacco di persone stupende che spero di rivedere presto. Ho anche avuto modo di andare al ristorante giapponese più famoso della città. La cosa più bella è stata quando lo chef mi ha chiesto se fossi giapponese, "vista la mia somiglianza somatica" (?). Chissà perché, anche nei musei continuavano a scambiarmi per inglese o giapponese. Sarà stato il look stranamente elegante per i miei standard? Comunque, alla fine mi sono divertita e forse ho anche qualche progetto lavorativo all'orizzonte... =)

Oggi ho pensato di preparare qualche biscotto, giusto per riscaldarmi un po'. Ho dato fondo alle ultime scorte di sesamo per preparare questi dolcetti. La ricetta è praticamente quella della frolla, salvo l'utilizzo del freezer per compattare la pasta. Visto che contengono parecchio burro, secondo me sono migliori se gustati caldi ;)

Ricetta tratta e modificata da Just one cookbook

Sesame cookies

120g burro freddo a cubetti
1 tuorlo
160g farina
40g mandorle
20g sesamo nero
20g sesamo bianco
80g zucchero

Mettere le mandorle nel mixer e tritarle finemente. Aggiungere la farina, lo zucchero, il sesamo bianco e nero e frullare. Aggiungere il burro e frullare brevemente, quindi unire il tuorlo e azionare nuovamente il mixer. Mettere l'impasto in una terrina e compattarlo eventualmente con una spatola. Formare una palla, dividerla a metà e ricavare due salami. Avvolgere ciascun rotolo nella pellicola e mettere in freezer per 40 minuti. Tagliare i salami a fettine spesse 2cm e distribuirle sulla leccarda coperta di carta forno. Infornare a 170° a metà altezza per 13-15 minuti o finché avranno i bordi marroncini. Sfornare i biscotti, lasciarli riposare 10 minuti e spostarli sulla gratella. Si conservano in una scatola di latta per 1-2 giorni.

mercoledì 22 ottobre 2014

Deep-roasted sesame dressing


Oggi vi propongo una di quelle cose di cui non riesco più a fare a meno da quando sono tornata da Kanazawa. Dovete sapere che al rientro dal Giappone ho portato con me qualcosa come 5kg di cibo (no, non è uno scherzo), tra cui una bottiglietta di dressing al sesamo. Questa salsa si ottiene mescolando maionese, salsa di soia, aceto e sesamo bianco pestato nel mortaio. Il risultato è una cremina deliziosa, perfetta per qualsiasi abbinamento. La mia okaasan la usa per condire l'insalata, ma confesso che la metto praticamente su qualunque piatto!
Che dire, una non-ricetta che vi consiglio davvero di provare...   ;)

Ricetta tratta da Ochikeron

Deep-roasted sesame dressing

2 cucchiai maionese
2 cucchiai sesamo bianco
1 cucchiaio zucchero
1/2 cucchiaio salsa di soia
1/2 cucchiaio aceto bianco
1/2 cucchiaio olio di semi

Tostare in una padella il sesamo e pestarlo nel mortaio. Mettere in una ciotola la maionese, lo zucchero, il sesamo, i condimenti e mescolare bene. Se ritenete che la salsa sia troppo consistente aggiungete acqua o brodo dashi freddo.


lunedì 13 ottobre 2014

Sanma shioyaki


Mi piace l'autunno: la temperatura gradevole, le foglie che virano al rosso acceso, l'aria frizzante al mattino presto. Soprattutto, amo gli ingredienti di questa stagione: zucca, castagne, cachi, funghi... 
Anche in Giappone la cucina segue il mutare delle stagioni, proponendo primizie sempre diverse. In questo periodo si gustano le prime castagne arrosto, le patate dolci caramellate e il sanma 秋刀魚
Come si evince dagli ideogrammi (autunno-katana-pesce), il sanma ha la forma simile a quella di una spada e si pesca soltanto in autunno. È una vera e propria leccornia che viene servita nei ristoranti più rinomati. Come tutti gli ingredienti pregiati, va assolutamente mangiato in purezza; viene servito grigliato e accompagnato da daikon grattugiato e limone. 
Generalmente il pesce viene cotto con ancora le viscere ma, se siete schizzinosi, potete tranquillamente toglierle (come ho fatto io).  

Sanma shioyaki

1 sanma
sale
rucola
limone

Lavare il sanma, incidere il ventre e togliere le interiora. Praticare dei piccoli tagli su ambo i lati e disporlo sulla griglia del forno. Cuocere in modalità grill a 200° finché sarà ben dorato. Servire accompagnato da verdure fresche (io rucola) e un po' di limone.

lunedì 6 ottobre 2014

Danhobak (pumpkin latte)


Inizio Ottobre è il momento perfetto per gustare le prime zucche, e anche per iniziare a pensare a qualche ricetta per Halloween. Giusto qualche settimana fa ho riletto Harry Potter (sarà la trentesima volta, come minimo ^__^), e qual è la bevanda preferita di tutti i maghi? Il pumpkin juice.
Ho fatto un po' di ricerche ed è saltato fuori che in Corea esiste una bevanda molto simile, il danhobak, soltanto che è a base di latte. Starbucks la propone anche in Giappone durante il periodo di Halloween. La ricetta è semplicissima e il gusto di zucca è semplicemente delizioso...

Ricetta tratta e modificata da My Korean kitchen

Danhobak

200g zucca
latte q.b.
3-4 cucchiaini miele di castagno Mielbio
cannella in polvere
essenza di vaniglia

Lavare, pelare e tagliare la zucca a tocchetti. Cuocerla a vapore e lasciarla raffreddare. Mettere tutti gli ingredienti in un mixer e frullare molto bene. Gustare a temperatura ambiente o scaldarlo a piacere.




lunedì 29 settembre 2014

Meat doria


Dopo un mese di pigrizia, finalmente sono tornata in montagna. Ci voleva, stare in città ha per me lo stesso effetto di un anestetico; non senti più nulla, non vedi più nulla. Anche se stai lontana a lungo, alla fine la montagna ti accoglie come una mamma; ti rimprovera di essere stata oziosa, non si lascia conquistare facilmente, ma ogni passo che fai ti riporta un po' più vicina. Riprendi coscienza di ciò che ti sta attorno, e scopri di poterti ancora meravigliare come un bambino difronte all'acqua sorgiva o a una marmotta che fa capolino da dietro le rocce. E ti ricordi di non essere solo su questa terra...

Dai, veniamo alle cose concrete =) Oggi vi propongo un comfort food alla vecchia maniera: meat doria. Il nome doria indica in giapponese tutti i piatti gratinati, sia di terra che di mare. Il doria più famoso è quello preparato con la salsa bianca e i crostacei, ma non l'ho provato perché non amo molto l'abbinamento latte/pesce. Alla fine ho optato per un semplice ragù accompagnato a un piatto di riso al vapore fumante. Penso sia una bella idea da gustare durante la mezza stagione...  =)



Meat doria

1 carota
1 scalogno
1 cucchiaio olio
1 cucchiaio vino rosso
1 pomodoro maturo
brodo di verdure q.b.
carne trita q.b.
riso al vapore
parmigiano

Affettare lo scalogne e la carota a dadini. Scaldare l'olio e rosolare le carote con lo scalogno. Aggiungere la carne trita e saltarla fino a quando sarà quasi cotta, quindi aggiungere il vino e lasciar sfumare. Aggiungere il pomodoro privato della buccia e tagliato a dadi, mescolare bene e aggiungere il brodo caldo fino a coprire il tutto. Lasciar cuocere a fuoco basso mescolando spesso fino a quando il liquido sarà tutto evaporato. Mettere il riso in una cocotte, coprirlo con il sugo, spolverare con il parmigiano e gratinare in forno per qualche minuto.

lunedì 22 settembre 2014

Takikomi gohan bentō


Oggi, dopo tanto tempo, ho deciso di partecipare nuovamente a un contest. La ragione che mi ha spinto a rimettermi in gioco è lo scopo di questa gara, che riguarda la salute a tavola. Come sapete sono molto sensibile all'argomento e, nonostante sia un'esperta in peccati di gola, cerco sempre di compensare con un'alimentazione ricca di verdure e proteine. La cucina giapponese, riconosciuta recentemente come Patrimonio dell'Unesco, rispecchia quelli che sono gli ideali di salute che tutti dovremmo seguire. I giapponese sono molto sensibili alla qualità del cibo che portano in tavola e al metodo di cottura; inoltre la loro dieta è ricca di verdure, riso e pesce. Per questo motivo ho scelto di partecipare con una ricetta tradizionale che mi ha insegnato la mia okaasan: takikomi gohan 炊き込みご飯 e kimpira きんぴら.    
Entrambe le ricette condividono un ingrediente quintessenziale: la bardana, o gobo in giapponese. Questa pianta ha proprietà terapeutiche riconosciute; viene usata in cosmesi per il trattamento delle dermatosi e delle flogosi. Inoltre è impiegata in fitoterapia per i suoi effetti depurativi su fegato e intestino. La bardana contiene una serie di principi attivi, come gli acidi fenolici, l'inulina (che aiuta a combattere il colesterolo) e vitamine. 

Il takikomi gohan consiste in un piatto di riso cotto al vapore con bardana, zenzero fresco, chikuwa e kamaboko (bastoncini di pesce bollito, tipo surimi). La cottura a vapore permette di mantenere intatte le proprietà nutritive e organolettiche degli alimenti. Inoltre, questa ricetta è praticamente priva di grassi di cottura. 

La seconda ricetta si chiama kimpira, ed è un piatto che si mangia spesso nelle famiglie giapponesi. Si potrebbe definire una sorta di giardiniera preparata alla maniera orientale, condita con salsa di soia e sakè. Il termine kimpira indica il metodo di cottura, basato sulla spadellatura e bollitura delle verdure. Anche in questo caso gli ingredienti sono pochi e semplici: bardana, carote e brodo di pesce. 

Takikomi gohan

1 tazza riso
brodo dashi q.b.
1 radice di bardana 
chikuwa
kamaboko
zenzero grattugiato
3 cucchiai salsa di soia
2 cucchiai mirin
1 cucchiaio vino bianco

Pulire il gobo come spiegato nella ricetta del kimpira, poi metterlo a mollo in acqua. Affettare sottilmente il kamaboko e il chikuwa, grattugiare lo zenzero.

Se avete la cuociriso: Lavare bene il riso e metterlo nella cuociriso. Aggiungere il brodo dashi fino quasi alla tacca 1 (lasciarlo leggermente più basso renderà il riso ben sgranato). Aggiungere i condimenti e mescolare bene. Mettere sopra al riso il gobo, lo zenzero, il chikuwa, il kamaboko schiacciando bene tutto senza mai mescolare. Accendere la cuociriso e aspettare 10 minuti dopo la fine della cottura prima di aprirla.    

Se non avete la rice cooker: Lavare bene 140g di riso e lasciate scolare bene in un colino. Mettere il riso in una pentola dal fondo spesso, aggiungere 360ml dashi, i condimenti e coprire con le verdure e il kamaboko. Portare a bollore a fiamma alta. Quando bolle abbassare il gas e mettere il coperchio. Lasciar cuocere finché il brodo sarà completamente evaporato (dopo circa 13 minuti). Spegnere il gas e NON togliere il coperchio per altri 10 minuti. 


Kimpira

1 radice di bardana
1 carota
180g brodo dashi
1 cucchiaio zucchero
2 cucchiai vino bianco
1,5 cucchiai salsa di soia
olio

Lavare, pelare e tagliare a fiammifero il gobo. Fare altrettanto per la carota. Mettere a mollo il gobo e risciacquarlo ogni tanto finché l'acqua risulterà pulita. Versare un goccio d'olio nella wok e saltare la verdura. Aggiungere i condimenti, il dashi e cuocere a fuoco medio fino a quando il liquido sarà tutto evaporato.  

Colesterolo cattivo? No grazie!

martedì 16 settembre 2014

Festival delle sagre di Asti

Domenica sono stata per la prima volta al Festival delle sagre di Asti. Questa manifestazione si tiene ogni anno in piazza campo del palio, e raduna migliaia di persone arrivate da tutto il Piemonte...
I festeggiamenti durano due giorni: il sabato ci sono la sfilata con rievocazione storica e il premio della Douja d'or per i vini; la domenica ci si ritrova nella piazza per la fiera gastronomica. È l'occasione per assaggiare le specialità di ogni paesino, tutte buonissime!
In piazza viene allestito un intero villaggio in miniatura con le casette dedicate a ogni Pro loco. 


Il menù è abbondantissimo e c'è davvero l'imbarazzo della scelta... 


Questa volta mi sono lanciata sugli agnolotti al sugo di carne di S. Caterina, il bonet e la torta di zucca e cioccolato. 


È stata un'occasione speciale e molto divertente... il prossimo anno tornerò di certo =)

lunedì 15 settembre 2014

Molecular gastronomy for dummies: Caviale di caffè


Ultimamente mi è venuta voglia di sperimentare cose nuove e strane, così ho deciso di avvicinarmi alla cucina molecolare (ma solo un pochino, giusto per vedere di cosa si tratta). Ammetto di aver seguito con passione alcuni esperimenti con l'azoto liquido, quella nebbiolina ammaliante che sembra più adatta a uno spettacolo di illusionismo che a una cucina. Non avendo in dispensa l'azoto liquido o il sodio alginato, ho cercato una ricetta da poter realizzare senza ingredienti speciali, e ne ho trovata una a dir poco semplicissima: il caviale di caffè.
Puntualizzo subito dicendo che questo è il massimo di cui sono capace, senza rischiare di far saltare per aria la cucina!
La particolarità di questa ricetta sta nell'utilizzo dell'olio gelato al posto dell'azoto liquido; la consistenza risulterà più solida rispetto al caviale preparato con l'azoto, che rimane liquido dentro. A parte questo, la consistenza è parecchio interessante e questo caviale può essere usato come decorazione edibile in un sacco di dolci.
... Try this at home! ;)

Basic tutorial:

Scegliere il liquido: La base di partenza del caviale è un liquido a scelta, in questo caso caffè. L'ideale è usare un liquido dal sapore forte come l'aceto balsamico, il succo di frutta o il tè. 

Raffreddare l'olio: Le palline si solidificano grazie all'olio freddissimo. Bisogna quindi tenerlo in frigo almeno una notte prima dell'uso. NON usate l'olio di oliva perché si condensa col freddo. Meglio usare l'olio di semi classico. 

Preparare un bagnomaria con sale e ghiaccio: Il contenitore dell'olio dovrà rimanere freddo durante il processo, per cui andrà messo in un bagnomaria di acqua, ghiaccio e sale grosso. 

Procurarsi una siringa o un contagocce: Per ottenere delle sfere perfette bisogna munirsi di siringa o contagocce. 

Ricetta tratta da Sprinkle bakes 

Coffee caviar 

olio di semi
4 cucchiaini gelatina in polvere
3 cucchiai acqua fredda 
85g caffè
ghiaccio
sale grosso

Riempire d'olio una ciotola metallica e metterla in frigo una notte. Mettere in una ciotola la gelatina e l'acqua e mescolare. Scaldare il caffè e sciogliervi la gelatina; travasare in una siringa e aspettare che il liquido raggiunga la temperatura ambiente. Mettere la ciotola dell'olio in un bagnomaria di acqua, ghiaccio e sale e iniziare a spremere la siringa. Ci vorranno circa 2-3 gocce per formare una pallina di caviale medio-piccola. È importante finire il liquido prima che la gelatina lo solidifichi. Lasciare il caviale a mollo nell'olio per 5 minuti e scolarlo sotto un delicato getto di acqua.
Il caviale di conserva in un contenitore ermetico coperto d'olio, ma vi consiglio di usarlo in giornata.  
 
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