venerdì 4 luglio 2014

Mousse al cioccolato e nocciole "Tonda gentile IGP"


Vi avevo detto che questo sarebbe stato l'ultimo post prima delle vacanze... ebbene, ho mentito! =)  Sono stata contattata per prestare la mia collaborazione a "La nocciola fa per me", progetto di educazione alimentare patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.
Lo scopo di questa lodevole iniziativa è quello di promuovere il consumo di questo frutto, così prezioso per la nostra salute. La nocciola è ricca di grassi insaturi, omega3, fibre, vitamine e minerali utili a combattere il colesterolo "cattivo" e il rischio di malattie cardiovascolari. Come anche le mandorle, questo frutto è utile anche per l'alimentazione degli sportivi, in quanto riequilibra il calo di minerali dovuto allo sforzo.
Se pensiamo che la produzione italiana di nocciole è tra le più variegate e pregiate del mondo — vantiamo almeno cinque varietà di nocciola, tra cui la famosa Tonda gentile del Piemonte e la Giffoni — sono certa che valga la pena di impiegare questo frutto nella preparazione di piatti.
Per il mio dolce ho scelto la varietà tipica del Piemonte, coltivata tra le province di Cuneo, Asti e Alessandria; la Tonda gentile IGP è particolarmente apprezzata per la sua forma perfetta, il sapore pieno e delicato e il ridotto contenuto di grassi.

Adesso vi lascio per davvero... arrivederci a settembre con tante ricette nuove! :)

Mousse al cioccolato e nocciole "Tonda gentile IGP"

120g cioccolato fondente
240g panna da montare
1 foglio colla di pesce
nocciole "Tonda gentile IGP" tritate

Ammollare la colla di pesce in acqua fredda per 10 minuti. Scaldare la panna e aggiungere il cioccolato tritato. Aspettare che il cioccolato sia sciolto, togliere la pentola dal fuoco e aggiungere la colla di pesce. Versare la mousse nelle coppette, decorarla con la granella di nocciole e metterle in frigo.

martedì 24 giugno 2014

Semifreddo al cocco e scaglie di cioccolato


Domenica sono finalmente tornata in montagna dopo una lunghissima assenza, e sono andata al valico del Moncenisio. Erano anni che non ci andavo, ma è un luogo che mi è rimasto nel cuore. Penso sia il più bel posto raggiungibile dalla Val di Susa, con il lago enorme e le marmotte che corrono per i prati; se ne vedono veramente tantissime! Dal colle del Moncenisio partono moltissimi sentieri e c'è davvero l'imbarazzo della scelta. Qualche anno fa ero andata in cima al Colle Clapier, il valico attraversato da Annibale per superare le Alpi. Non vedo l'ora di tornare per comprare altro formaggio di malga (la specialità di questa zona della Savoia è il Beaufort)... =)







Quella di oggi sarà l'ultima ricetta dell'estate, per cui volevo salutarvi con un signor dolce: il semifreddo al cocco e scaglie di cioccolato. Ho una vera e propria passione per questo dolce, veloce ma sicuramente d'effetto. Non riesco a smettere di mangiarlo... ;) Vi assicuro che è l'ideale per una cena importante!
Dato che la ricetta prevede la preparazione della meringa, vi consiglio di usare gli albumi pastorizzati in modo da evitare qualunque rischio per la salute. Detto questo... buone vacanze a tutti e arrivederci a settembre! =)

Semifreddo al cocco e scaglie di cioccolato

360g panna hulalà oro Codap 
100g albumi
180g zucchero
170g cioccolato fondente light Venchi 
60g cocco rapè

Foderare lo stampo da plumcake (Keramia Guardini) con della pellicola. Fondere a bagnomaria il cioccolato e lasciarlo raffreddare. Montare gli albumi e, quando il composto inizia a montare, aggiungere poco per volta lo zucchero. Una volta ottenuta la meringa, incorporarvi il cocco rapè. Montare a parte la panna e unirla alla meringa, mescolando con una spatola dal basso verso l'alto. Versare 1/3 del composto nello stampo, far colare da un cucchiaino il cioccolato fuso sulla massa. fare vari strati alternando il cioccolato al composto di cocco. Mettere in freezer lo stampo per 5 ore e sformarlo su un piatto da portata.


lunedì 16 giugno 2014

Ricetta di famiglia n°4: Zucchini in carpione


Oggi vi presento un'altra ricetta di famiglia: gli zucchini in carpione. È un piatto tipico piemontese, molto fresco e adatto all'estate. Le origini di questa ricetta sono, come spesso accade, povere; veniva preparato nelle campagne del Monferrato e delle Langhe ed era servito come contorno. Il carpione è un metodo di conservazione che richiede aceto ed erbe aromatiche, in particolare salvia e alloro. Non si usa solo per le verdure, ma anche per la carne (bistecche impanate ecc.) e il pesce (ad esempio le anguille). La ricetta tradizionale degli zucchini in carpione prevede che prima si friggano le verdure e poi si mettano a bagno nel liquido per un minimo di 12 ore. Mi raccomando, scolate bene la verdura prima di metterla in carpione; così il piatto sarà ancora più leggero e delizioso!

Zucchini in carpione

zucchini
acqua
aceto
1 spicchio aglio
olio evo
cipolla
salvia
alloro

Friggere gli zucchini in olio, scolarli e metterli in un grilletto. Bollire l'acqua e aceto con cipolla, salvia e alloro. Aggiungere uno spicchio d'aglio negli zucchini e coprirli con la bagna calda.

lunedì 9 giugno 2014

Tōkyō banana


La settimana scorsa c'è stata una bellissima manifestazione alla Reggia di Venaria, Ortinfestival. Proprio come questo weekend, anche domenica scorsa Torino era baciata dal sole. La fiera si è tenuta nel Potager Royal della reggia; il potage è un tipo di giardino Seicentesco combina orti, fontane, pergole e frutteti, creando uno splendido panorama. Mi sono divertita moltissimo ad ammirare tutte le piante da vivaio e i banchi che vendevano mille delizie. Nonostante sabato sia stata parecchio male, tanto da finire al pronto soccorso, non ho potuto fare a meno di concedermi una galette francese alla crema di marroni. Sono proprio felice di vedere che la Reggia di Venaria è tornata ai fasti di un tempo dopo un lungo abbandono. Se avete programmato un viaggio in Piemonte fate un salto a Venaria Reale, non ve ne pentirete! =)
Passando al dolce del giorno, vi presento un dolce semplice e gustoso: Tōkyō banana. Si chiama così perché è il souvenir tipico di Tōkyō. E' un rotolo farcito di crema pasticciera alla banana e chiuso in modo da dargli la forma di una banana, appunto. Non so voi, ma a me le banane piace mangiarle quando sono ancora semiverdi; se sono troppo mature proprio non mi piacciono. Così a volte mi trovo con il portafrutta invaso da banane già con i puntini che non so come smaltire velocemente. Ecco, questa è un'ottima idea! La preparazione è velocissima ed è uno snack davvero carino. :3

Ricetta tratta e modificata da Ochikeron

Tōkyō banana

1 banana
1 uovo
1 cucchiaio fecola
3 cucchiai zucchero
150g latte
rotolo dolce

Schiacciare la banana in una ciotola e aggiungere l'uovo, lo zucchero, la fecola e il latte. Mescolare bene e passare in un colino. Portare a bollore la crema a fuoco basso e, mescolando costantemente, aspettare che si addensi. Mettere il pentolino a bagno in acqua e ghiaccio per abbattere la carica batterica e mettere la crema in frigo. Preparare il rotolo secondo la ricetta, lasciarlo raffreddare e tagliarlo a quadretti abbastanza larghi. Mettere al centro di ciascun quadrato un po' di crema alla banana e arrotolare il tutto. Avvolgere ciascun dolce nella pellicola e avvitare la carta ai lati come fosse una caramella. Mettere in frigo e consumare ben freddo.

lunedì 2 giugno 2014

Mousse al rabarbaro con gelée di nespole e chantilly al cioccolato bianco


 La settimana scorsa ho raccolto un bel po' di rabarbaro nell'orto del nonno e ho pensato di fare un dolce che lo valorizzasse. Il rabarbaro è una pianta abbastanza sconosciuta in Italia, tanto che non si trova negli ortofrutta. In Svizzera, Francia e Regno Unito viene invece utilizzato per crostate e crumble. Il rabarbaro si coglie tra aprile e giugno, quando gli steli sono di un bel colore rosso rubino. Le foglie vanno tassativamente scartate perché velenose, mentre le coste vanno pelate perché altrimenti rimangono amare. Purtroppo così facendo si perderà la tonalità accesa del rabarbaro, ma il gusto ci guadagnerà. Ho quindi pensato di preparare una mousse al rabarbaro con gelée di nespole e chantilly al cioccolato bianco. Non vi dico che goduria, è da provare!  


Ricetta tratta e modificata da La ciliegina sulla torta 

Mousse al rabarbaro con gelée di nespole e chantilly al cioccolato bianco

Per la mousse al rabarbaro

250g rabarbaro
40g zucchero
200g panna
2 fogli colla di pesce

Per la gelée di nespole 

200g nespole
2 fogli colla di pesce

Per la chantilly al cioccolato bianco

150g cioccolato bianco
300g panna

Per la mousse al rabarbaro: Lavare, pelare e tagliare a tocchetti il rabarbaro. Metterlo in una teglia con lo zucchero e infornare a 180° finché cotto (10-13 minuti). Frullare ancora caldo e, nel frattempo, ammollare la gelatina. Versare metà purea in un pentolino, portare a bollore e sciogliervi la colla di pesce strizzata. Lasciar raffreddare e unire la panna semimontata con delicatezza. Versare il composto alla base di una coppetta e mettere in frigo per almeno 4 ore.

Per la gelée di nespole: Lavare, pelare le nespole e frullarle con un po' di zucchero. Ammollare la gelatina a parte. Scaldare la purea di nespole e sciogliervi la gelatina strizzata. Lasciar raffreddare, versare nella coppetta e rimettere in frigo altre 3 ore.

Per la chantilly al cioccolato bianco: Sciogliere a bagnomaria il cioccolato bianco e a parte preparare la panna semimontata. Lasciar raffreddare il cioccolato controllando che non solidifichi e unire una cucchiaiata di panna. Mescolare bene per uniformare la crema quindi aggiungere la panna con un movimento dal basso verso l'alto. Versare la chantilly nella coppa e rimettere in frigo per qualche altra ora.

lunedì 26 maggio 2014

Honey and soy sauce glazed chicken


Ultimamente sono un po' giù di corda... Studi senza sosta, passi mesi senza dedicarti a null'altro - e rimettendoci anche un po' di salute - per poi arrivare all'esame e trovare domande che non dovrebbero esserci. E tanti saluti al programma d'esame... Si rimane sempre molto delusi quando un professore che rispetti si comporta scorrettamente, soprattutto quando sai di avere dato il massimo per quell'esame. Sinceramente non ho più voglia di farmi venire il sangue amaro con la sindrome della prima della classe... una volta avrei pianto, mi sarei arrabbiata, avrei studiato se possibile ancora di più ma adesso... adesso sono stufa. Voglio fare le cose secondo i miei tempi e le mie forze; se gli altri non sono d'accordo che si arrangino, non è un mio problema.
Ma bando alle ciance... oggi mi sono lasciata ispirare da Martha Stewart e ho preparato questo pollo glassato con miele e salsa di soia. Ormai devo dire che mi sto specializzando nelle marinate e nella cottura del pollo! xD Se avete voglia di un piatto insolito, questo fa sicuramente al caso vostro... ;)

Honey and soy sauce glazed chicken

300g petto di pollo (o qualunque altro taglio)
1 cucchiaio sakè
2 cucchiai salsa di soia
2 cucchiai miele di fiori Rigoni di Asiago

Tagliare a cubi il petto, lavarlo e asciugarlo. Mettere il sakè, il miele, la salsa di soia in un sacchetto ermetico e aggiungere il pollo. Eliminare l'aria, chiudere il sacchetto e sfregarlo in modo da cospargere di glassa il pollo. Lasciar marinare in frigo minimo 3 ore. Versare tutto nella teglia e infornare a 200° per 30 minuti, spennellando ogni tanto il pollo con la glassa.

lunedì 19 maggio 2014

Peach trifle


Oggi inizia finalmente la sessione esami. Ragazzi, non sono mentalmente pronta a dare sei esami! xD Qui ci vuole una botta di zuccheri che mi tiri su di morale... ed ecco perché ho preparato il trifle alle pesche. Il trifle è un caposaldo della cucina anglosassone; il termine deriva dal francese antico trufe, che significa sciocchezza. E' un dolce semplice che lascia ampio spazio alla fantasia di chi lo prepara. Nelle sue mille varianti, si tratta di un dolce freddo a strati che ha come ingredienti principali savoiardi, frutta fresca, crema pasticciera e panna montata. Non importa che gli strati siano perfetti anzi, il trifle è bello proprio per il suo aspetto poco serio! La mia versione del peach trifle è fatta con pesche caramellate alternate a pavesini, crema pasticciera e chantilly. Ha avuto talmente tanto successo che ce lo siamo spazzolati in un pomeriggio! =)

Peach trifle

2 tuorli
60g zucchero
25g maizena 
250g latte
buccia grattugiata limone

200g panna semimontata
4 pesche
2 cucchiai zucchero
pavesini

Montare i tuorli con lo zucchero, quindi unire la maizena. Mettere la buccia di limone nel latte e portarlo a bollore. Unire a poco a poco le uova mescolando bene. Rimettere la pentola sul fuoco e far addensare. Raffreddare velocemente la crema immergendo la pentola in acqua e ghiaccio, poi coprirla con la pellicola direttamente a contatto con la superficie. A parte semimontare la panna con un pizzico di zucchero. Mettere un dito di crema pasticciera da parte e il resto incorporarlo delicatamente alla panna.
Lavare, pulire e tagliare a cubi le pesche. Metterle in padella con lo zucchero e cuocere finché la frutta sarà caramellata. Comporre il trifle mettendo sul fondo alcuni pavesini spezzati e bagnati nel liquido di cottura delle pesche, a seguire crema pasticciera, pesche caramellate e crema chantilly. 

lunedì 12 maggio 2014

Torta di pasta di mandorle


Quello di oggi è un post particolare.... un guest post! La torta che vi propongo non è farina del mio sacco, bensì è stata preparata da Patrizia, una collega di mia mamma.
La settimana scorsa è stato il compleanno della mia 母親 hahaoya e Patrizia, che sforna sempre delle delizie degne della miglior pasticceria, le ha preparato la torta che vedete in foto. La ricetta è una sua idea e devo convenire che è geniale... è una crostata ripiena di pasta di mandorle e armelline. Il marzapane non viene preparato solo con le mandorle dolci ma anche con le armelline, che sono i noccioli delle albicocche, o le mandorle amare. Questi ingredienti danno un sapore amarognolo che smorza la dolcezza della pasta. E' bene sapere che sia le armelline che le mandorle amare contengono acido cianidrico che ad alte concentrazioni è tossico; mi raccomando, usatele con parsimonia e non fatele mangiare ai bambini.
Purtroppo la foto non le rende giustizia alla torta ma, grazie a Chiaretta e alla sua splendida mamma, da oggi sono alzata-munita! Vi aspetto con la prossima torta... =)

Torta di pasta di mandorle (di Patrizia A.)

250g farina 
125g zucchero
125g burro 
1 uovo 
200g pasta di mandorle
10g armelline tritate
1 albume
latte q.b. 


Preparare la pasta frolla impastando farina, burro, zucchero e uovo. Mettere gli altri ingredienti in un mixer e frullare per ottenere un impasto morbido. Stendere la pasta frolla nella tortiera e versare la farcitura. 
Prima di infornare (200° per 25 minuti) montare un uovo con dello zucchero a velo e ricoprire la torta  con la glassa.

lunedì 5 maggio 2014

Chocolate-strawberry bavarian cake


Oggi vi propongo una torta speciale per festeggiare il compleanno della mia mamma... =)
Era una vita che volevo provare a realizzare una layer cake nel vero stile americano, ma mi ha sempre bloccata la scelta della crema in abbinamento. Sfogliando qualche rivista ho visto che di solito si prediligono crema al burro o mousse con uova. Non avendo alcuna intenzione di donare il mio fegato alla scienza, ho preferito preparare una torta al cioccolato con bavarese alla fragola. La preparazione è abbastanza lunga ma non è poi troppo complicata, e il risultato lo vedete da voi... ;)
Io ho scelto le fragole di stagione, che sono belle dolci, ma potete preparare la bavarese con qualsiasi altro frutto non troppo acido (lamponi, mirtilli, mango...). Che ne dite, mi sembra abbastanza scenografica!

Chocolate-strawberry bavarian cake

420g fragole
230g panna
3,5 fogli colla di pesce
zucchero q.b.
90g farina 00
70g burro
140g cioccolato fondente Venchi
4 uova
100g zucchero di canna
panna montata

Sciogliere a bagnomaria la cioccolata col burro. Mescolare bene e aggiungere uno alla volta i tuorli, la farina setacciata, lo zucchero e gli albumi montati a neve. Cuocere a metà altezza per 20 minuti a 180°.
Ammollare la colla di pesce in acqua fredda per 10 minuti. Lavare, mondare e tagliare a tocchetti le fragole. Metterle in una pentola con 3 cucchiai di zucchero e il liquido residuo dopo il taglio della frutta. Cuocere 10 minuti, frullare e passare in un colino. A parte mettere un goccio d'acqua in una pentola, portare a bollore e sciogliere la colla di pesce. Unire la colla sciolta alla purea di fragole. A parte montare a neve ferma la panna; deve essere montata ma un po' più fluida della panna spray. Unire la panna alla purea di fragole con un movimento delicato dal basso all'altro. Preparare uno sciroppo alla fragola con acqua, zucchero e un goccio di purea di fragole. Tagliare a metà la torta e con un pennello bagnarla con lo sciroppo. Mettere su un piatto la prima fetta di torta quindi cingerla con un anello metallico regolabile. Sistemare l'anello in modo che sia almeno 1cm più largo della torta. Vi consiglio di rivestire l'anello di carta forno per facilitare poi la sformatura della torta. Versare un po' di crema sulla torta e mandarla bene anche ai lati, dove c'è lo spazio vuoto. Si formerà un'intercapedine di crema tra lo stampo e la torta stessa. Mettere il secondo disco di torta e coprire con la restante crema, che andrà livellata bene. Mettere in frigo per almeno 4 ore e decorare con panna montata e trucioli di cioccolato.

martedì 29 aprile 2014

Torta di Tish Boyle farcita


La settimana scorsa sono andata con un'amica a visitare la mostra sui Preraffaelliti a Palazzo Chiablese. A parte la gioia dell'interrompere per un giorno il romitaggio dovuto alla sessione esami alle porte, ero emozionantissima all'idea ammirare finalmente questi capolavori. I Preraffaelliti sono tra i miei pittori preferiti ma non avevo ancora avuto l'occasione di vederli. Quando sono stata a Londra sono andata subito a visitare la Tate Britain ma, purtroppo, le opere erano tutte in prestito e così sono rimasta con un palmo di naso. La mostra a Torino è veramente ben strutturata e sono esposti capolavori come Ophelia di Millais, Sidonia von Bork di Burne-Jones e Proserpina di Rossetti. Se passate da Torino vi consiglio caldamente di andare a visitarla... 

Proserpina - ©Wikipedia
    
Ophelia - ©Wikipedia
Tornando invece alla ricetta di oggi, si tratta della torta al latte caldo di Tish Boyle farcita con la Fiordifrutta all'albicocca. Semplice e deliziosa... =)

Torta di Tish Boyle farcita

120g latte 
60g burro
165g farina 
1 bustina lievito per dolci S. Martino
165g zucchero
3 uova medie
sale
zucchero a velo
zuccherini rosa
aroma vaniglia
Fiordifrutta all'albicocca Rigoni di Asiago

Setacciare due volte la farina con il lievito e il sale. Scaldare il latte con il burro finché quest'ultimo sarà sciolto. Montare le uova per 1 minuto a velocità medio-alta e aggiungere a più riprese lo zucchero, sempre montando (circa 10 minuti in totale). Aggiungere la farina in tre volte, incorporando con la spatola delicatamente. Scaldare di nuovo il latte e, prima che raggiunga il bollore, versarlo in due volte nell'impasto, sempre mescolando con la spatola. Aggiungere due gocce di aroma vaniglia. Versare l'impasto nella tortiera coperta di carta forno e infornare a 175° per 20-30 minuti. Tagliare a metà la torta, farcirla e decorarla con lo zucchero a velo e gli zuccherini colorati.

lunedì 21 aprile 2014

Tzatziki



Come da copione è stata una Pasqua bagnata. Qui a Torino fa freddo e trovare la voglia di uscire di casa è un'impresa. Per quello che mi riguarda, preferisco restare a casa con una coperta e un bel libro in mano. Ma almeno sul blog facciamo finta che sia una bella giornata assolata, degna della fine di aprile, e prepariamo un piatto semplice e fresco: lo tzatziki. E' una salsa tipica della cucina greca che viene preparata con yogurt, cetrioli, aglio e olio. Ogni famiglia ovviamente ha la sua ricetta; c'è chi aggiunge l'aneto, chi la menta, chi il cipollotto. Lo tzatziki viene generalmente accompagnato da pita ed è uno degli ingredienti fondamentali del souvlaki (spiedini) e dei gyros (specie di kebab di maiale). La salsa tzatziki viene preparata anche in Bulgaria e in Albania. Vi consiglio di prepararla con gli aromi che preferite (anche con un goccio di succo di limone) e di servirla magari con del pane arabo o con delle piadine. E' un aperitivo stuzzicante e fa anche bella figura... ;)   

Tzatziki

1 cetriolo
olio evo
1 spicchio aglio
yogurt greco
aneto

Tritare finemente il cetriolo con l'aglio e aggiungere il tutto allo yogurt. Aggiustare di olio e sale e servire freddo.

lunedì 14 aprile 2014

Chawanmushi


Visto che il caldo inizia a farsi sentire, oggi vi propongo un appetizer giapponese che viene servito in molti ristoranti: chawanmushi 茶碗蒸し. Molti di voi probabilmente lo avranno sentito nominare almeno una volta. Si tratta di un budino salato cotto a vapore con noci di gingko, funghi shiitake e pollo. Esistono anche varianti che comprendono uova di pesce, gamberetti e verdure varie. E' un piatto molto delicato ma ammetto che il sapore è particolare e può non piacere al primo impatto. Dipende da quali ingredienti si usano... ad esempio a me non piace il chawanmushi con il pollo ma preferisco quello con il pesce o al limite quello vegetariano. La ricetta di oggi evita la carne e comprende carote e tipi diversi di surimi come il kamaboko e il chikuwa, che mi piacciono molto. E' una ricetta semplice e casalinga, per cui vi consiglio di provarla facendo tutto da voi, compreso il brodo dashi. Potete gustare il chawanmushi sia caldo che freddo di frigo, a seconda dei vostri gusti personali. Se decidete di inserire pesce o carne ricordatevi che il tempo di cottura sale a 25-30 minuti!   
Ricetta tratta e modificata da Just One Cookbook

Chawanmushi

1/2 tazza brodo dashi
3 cucchiai acqua
salsa di soia
1 uovo
kamaboko
chikuwa
carota
prezzemolo

Preparare il brodo dashi secondo la ricetta. Affettare sottilmente il kamaboko, tagliare la carota e il chikuwa a rondelle. Sbattere a mano l'uovo in una ciotola e aggiungere l'acqua, il dashi freddo e la salsa di soia. Dividere i condimenti in ciascuna ciotola e passare la mistura in un colino. Versare lentamente il liquido in ogni ciotola lasciando i condimenti leggermente scoperti. Coprire le ciotole con dell'alluminio e metterle in una pentola con acqua bollente. Coprire e contare 15-20 minuti da quando l'acqua riprende il bollore. Controllare con uno stecchino la cottura: se esce del liquido chiaro il chawanmushi è pronto. Guarnire con il prezzemolo e servire subito o freddo di frigo.  

 
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