lunedì 26 gennaio 2015

Cinnamon rolls



Oggi vi auguro buongiorno con una ricetta supergoduriosa: i cinnamon rolls.
Questi dolci tipici inglesi sono perfetti per chi come me ama le spezie, in particolare la cannella. Immaginate il profumino che inonda la cucina quando infornate le brioches... delizioso! La lavorazione è un po' lunga, considerando il tempo di lievitazione, ma il risultato è una brioche morbidissima. Vi consiglio di mangiare i cinnamon rolls sempre caldi, visto che contengono tanto burro. Potete tranquillamente congelarli e poi passarli nel microonde o nel forno a 90° per 5 minuti quando ne avete voglia.

Ricetta tratta da Sprinkle Bakes

Cinnamon rolls

1/2 tazza latte
1/4 tazza zucchero di canna
sale
5g lievito di birra secco
1 cucchiaino zucchero
1/2 tazza acqua tiepida
1 uovo
3 tazze farina
2 cucchiai burro fuso

Per il ripieno

1 tazza zucchero di canna
1,5 cucchiaini cannella in polvere

Scaldare il latte e sciogliervi lo zucchero. Spegnere il gas e lasciar raffreddare il latte. Intiepidire l'acqua e sciogliervi 1 cucchiaino di zucchero e il lievito. Mettere il lievito nella planetaria con il gancio a foglia e mescolare bene. Lasciar riposare il lievito per 10 minuti. A parte setacciare la farina col sale, sbattere l'uovo in una ciotolina e sciogliere 2 cucchiai di burro a parte. Accendere la planetaria, aggiungere l'uovo sbattuto e il latte a temperatura ambiente. Attaccare il gancio da impasto e aggiungere un cucchiaio per volta di farina. Aggiungere farina finché l'impasto è elastico, quindi aggiungere il burro fuso. Aggiungere altra farina finché l'impasto è elastico, si stacca dalle pareti ma resta ancora appiccicato alle dita. Mettere l'impasto in una ciotola imburrata, capovolgerlo perché sia imburrato da entrambi i lati, coprirlo e lasciarlo lievitare fino al raddoppio. Schiacciare con il pugno l'impasto, metterlo sulla spianatoia infarinata e impastare brevemente. Dividere l'impasto in due e stenderlo a rettangolo con il matterello fino a uno spessore di 2 cm. Spennellare ogni metà di burro fuso e coprire con un mix di zucchero e cannella. Arrotolare, tagliare a tocchi di 5cm di diametro e mettere ciascuna rotella sulla teglia coperta di carta forno. Lasciar lievitare fino a raddoppio. Cuocere a 200° a metà altezza per 15 minuti o finché dorati. Non cuocerli troppo altrimenti si induriscono.


lunedì 19 gennaio 2015

Cantucci con ciliegie candite e pistacchi


Ci sono così tante cose che vorrei raccontare che non so nemmeno da dove iniziare. Mi sembra di essere tornata da un viaggio lunghissimo, pieno di sorprese e imprevisti. Questa settimana è stata il vero trait d’union tra passato e presente. Sono andata dopo anni di assenza alla fiaccolata di S. Abaco che, ironia della sorte, è caduta proprio nell'anniversario della scomparsa di mio nonno. È stato un salto indietro di vent'anni, quando salivo al santuario con lui ad attendere il crepuscolo; poi accendevamo le torce e scendevamo lungo il sentiero tortuoso, illuminati dal bagliore delle fiamme. 
Poi ho ricominciato arrampicata dalle basi, per riprendere le fila di quello che è stato. Mi mancava da morire la fatica, la sfida delle prese sempre più in alto da raggiungere, la tattica che precede il movimento...
E poi c'è il kyudo, che si sta rivelando una passione ben più profonda di quanto sperassi. Finalmente ho anche la mia divisa e il guanto (yugake), arrivati proprio dal Giappone. Come tutte le cose nuove, il guanto va ancora domato e mi sta dando parecchio filo da torcere. Però con lui è arrivato anche il primo tiro andato a mato (bersaglio), che ha sorpreso tutti (me per prima). Il kyudo è diventato quell'appuntamento che aspetto con trepidazione ogni giorno. Ieri ho assistito alla prima gara del Senshuken taikai, il torneo della scuola Heiki Ryu Insai Ha, ed è stato interessante e coinvolgente. 


   
Ma veniamo alla ricetta di oggi, dei cantucci rivisitati con canditi e frutta secca. Sono velocissimi da fare e ottimi pucciati nel passito o nel vinsanto. Potete usare i canditi che preferite, ovviamente. Io li preferisco leggermente abbrustoliti ma ancora morbidi. 

Cantucci con ciliegie candite e pistacchi

300g farina
3 uova
120g zucchero
1 cucchiaino e mezzo lievito
scorza di limone
ciliegie candite
pistacchi sgusciati

Mettere la farina, il lievito, la scorza di limone e lo zucchero nella planetaria e mescolare il tutto con il gancio a foglia. Montare il gancio e unire le uova, impastando a velocità 2 fino a quando l'impasto risulterà ben amalgamato. Aggiungere le ciliegie, i pistacchi e ancora farina se è troppo appiccicoso. Mettere l'impasto sulla spianatoia infarinata e ricavare dei rotoli spessi 5 cm. Mettere i rotoli di pasta biscotto appiattiti sulla placca del forno coperta di carta e infornare a 180° per 20 minuti. Sfornare, aspettare 10 minuti e tagliare a fette i rotoli per ricavare i cantucci. Infornare per altri 10 minuti quindi disporre i cantucci su una gratella.

lunedì 12 gennaio 2015

Melanzane al garam masala


La ricetta di oggi è un vortice di sapori che vi trasporterà fino al Taj Mahal.
È una rivisitazione del baingan bhartha, piatto originario dell'India (per la precisione del Punjab). La differenza è che nella ricetta originale le melanzane vengono cotte al forno e ridotte in purea. La spezia protagonista del baingan bhartha è il garam masala, una miscela tipica della cucina indiana il cui nome significa "spezia calda". Questa miscela viene preparata tostando e macinando insieme cannella, semi di cumino, coriandolo e chiodi di garofano. Diversamente dalle altre spezie, è più efficace se aggiunta al termine della cottura in modo che l'aroma non si disperda.

Ricetta tratta da Crumpets and co

Melanzane al garam masala

1 melanzana
3 pomodori maturi
1 cipolla
1 cucchiaino garam masala I gusti vegetali
pepe bianco in polvere Tec-Al
sale viola kala namak indiano Tec-Al
3 cucchiai olio
acqua q.b.

Lavare e tagliare a cubetti le melanzane. Sbollentare i pomodori, pelarli e tagliarli a cubetti. Affettare la cipolla e rosolarla nell'olio usando una wok (Ballarini). Unire subito le melanzane, il pepe, i pomodori, il sale e un filo d'acqua calda. Stufare le melanzane mescolando ogni tanto e, infine, aggiungere il garam masala.

lunedì 5 gennaio 2015

Gohei mochi



Eccomi di ritorno dalla mia adorata Verona, dove ho trascorso un capodanno indimenticabile circondata da persone fantastiche. Inutile dire che ognuno di noi ha dato fondo alle proprie abilità culinarie: canederli, spätzle, cotechino, brownies e chi più ne ha più ne metta! 
Reduci da una notte di festeggiamenti, abbiamo trascorso il primo in giro per borghi medievali: abbiamo visitato Valeggio e Borghetto sul Mincio.





Il 2 sono andata in Lessinia con la mia amica e ho visitato alcuni dei tredici comuni dell'altopiano tra cui Bosco, San Giorgio e Camposilvano. Abbiamo passeggiato lungo i prati ammantati di neve e gustato la cucina tipica. Dovete sapere che ho una passione per i formaggi veronesi, soprattutto per la ricotta affumicata della Lessinia.    




L'arrivo della neve e la gita in montagna hanno fatto riaffiorare in me il ricordo dei dolci che ho assaggiato a Shirakawa-go: gohei mochi 五平餅. Sono delle tortine di riso coperte di crema al miso e servite su uno stecco da gelato. Sono il tipico street food delle montagne attorno a Gifu e Toyama, dolci e sostanziosi.

Ricetta tratta da Cooking with the dog

Gohei mochi

1 cucchiaio miso
1,5 cucchiai zucchero
1 cucchiaio mirin
20g noci
mezzo cucchiaio sesamo bianco

Pestare il sesamo e le noci finemente nel mortaio. Mettere in padella lo zucchero, il mirin, il miso e mescolare bene. Mettere sul gas e cuocere mescolando finché lo zucchero è sciolto, quindi aggiungere le noci e il sesamo pestati. Pestare il riso appena cotto nella ciotola usando un pestello umido, quindi ricavare tante palline di riso. Appiattire le palline attorno a degli stecchi da gelato e mettere ogni dolce su una griglia da forno. Avvolgere dell'alluminio attorno agli stecchi per evitare che brucino in cottura e grigliare il riso per 8 minuti a 250°. Spalmare la crema al miso su ciascun bastoncino e passare nuovamente in forno facendo attenzione a non bruciare il miso.   

lunedì 29 dicembre 2014

Datemaki


Capodanno si sta avvicinando, i preparativi fervono. Stavolta trascorrerò la notte più lunga dell'anno a Verona, dalla mia migliore amica; mentre mi lambiccavo il cervello per decidere cosa preparare, ho chiesto per curiosità a una mia amica giapponese cosa avrebbe cucinato.
Mi ha spiegato che in Giappone esiste una vera e propria cucina di capodanno, detta osechi ryōri 御節料理. Sono tutti piatti che si ritiene siano di buon augurio per l'anno nuovo: datemaki, kuromame, daidai, ecc. Il capodanno giapponese (shōgatsu 正月) si festeggia andando con la famiglia al santuario buddista. In tutto il paese le campane risuonano 108 rintocchi (joyanokane 除夜の鐘), come il numero dei peccati originali, e tutti vengono purificati; al termine della cerimonia si banchetta tutti insieme.   
Visto che il 2014 si è concluso nel modo peggiore, ho preparato un datemaki 伊達巻 per cercare di scacciare almeno un po' tutto il karma negativo che mi gravita attorno ultimamente. Il datemaki è una frittata dolce molto simile al tamagoyaki e si prepara con l'aggiunta di hanpen, che è una sorta di surimi. 


Datemaki

4 uova
2 cucchiai mirin
1 cucchiaio vino bianco
2 cucchiai mielbio Castagno
2 bastoncini surimi

Sbattere a mano le uova e affettare il surimi. Mettere tutti gli ingredienti nel mixer e frullare bene. Versare il composto in una teglia rettangolare coperta di carta forno e infornare a 200°. Cuocere finché dorato e mettere su un tappetino di bambù da sushi. Levare la carta forno e fare delle incisioni in verticale su tutta la frittata; questo eviterà che la frittata si rompa mentre la si arrotola. Arrotolare la frittata aiutandosi col tappetino e mettere tutto in frigo. Quando sarà freddo, togliere il tappetino e tagliare la frittata a fette. 

mercoledì 24 dicembre 2014

Katharine Hepburn Brownies


Oggi è il mio 24° compleanno! =) Vi offro quindi dei brownies speciali, la cui ricetta è stata inventata  dall'attrice Katharine Hepburn. 
Questi dolcetti sono molto famosi, e non a caso... sono deliziosi! I brownies hanno una crosticina sottile e una consistenza 'chewy', come direbbero gli americani. Sono ottimi gustati tiepidi o addirittura freddi con una pallina di gelato alla vaniglia. Il bello di questa ricetta è che non bisogna sporcare decine di ciotole per prepararla: ne basta una sola! Non serve nemmeno lo sbattitore; vi ho convinti a provarli? =)
La sfida dei brownies sta nella durata della cottura: basta qualche minuto di troppo e il dolce perderà la sua morbidezza, diventando un pezzo di legno. Il miglior modo per verificare la giusta cottura è quello di usare uno stuzzicadenti, che deve uscire coperto da una patina di impasto. Non vi preoccupate se vi sembra morbido; come vi ho detto, deve rimanere leggermente appiccicoso. 

Katharine Hepburn Brownies

60g burro morbido
120g zucchero
100g cocco in scaglie
100g cioccolato fondente
2 uova
100g farina

Accendere il forno a 180°. Mettere il burro morbido e lo zucchero nella planetaria e sbattere fino ad ottenere una crema. Unire un uovo alla volta incorporandoli bene. A parte sciogliere a bagnomaria il cioccolato, lasciarlo raffreddare leggermente. Aggiungere la farina e incorporarla con una spatola. Aggiungere, infine, il cioccolato a filo e versare il composto in una teglia quadrata 20x20cm (Keramia Guardini) foderata di carta forno. Cuocere a media altezza in forno ventilato indicativamente per 10 minuti. La superficie del dolce deve essere appena solida e lo stecchino deve uscire lievemente umido, è molto importante non stracuocerli! Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.

martedì 16 dicembre 2014

Vin brulè


Questa settimana è l'ultima prima della lunghissima pausa invernale, quindi le cose da fare sono tantissime. Oggi vi saluto brevemente con una bevanda tosta, ideale per scaldarsi dopo una giornata passata al freddo: il vin brulè.
Il vin brulè è immancabile nelle sagre piemontesi e nei rifugi di montagna; è corroborante e pare sia un efficace rimedio contro il raffreddore. In effetti, le spezie che si usano nella ricetta hanno alcune proprietà benefiche contro i mali stagionali. Il miglior vin brulè che abbia bevuto sinora è quello preparato dagli alpini per la festa di S. Abaco.  
In ogni caso, la preparazione è molto semplice e può essere adattata anche per i più piccoli. Per ottenere un vin brulè analcolico basta fiammeggiarlo all'ultimo per far evaporare l'alcool. Come vedete, non c'è una ricetta standard; usate le spezie che più vi piacciono, ma non dimenticate cannella e chiodi di garofano.

Vin brulè

2 bicchieri vino rosso
2 stecche cannella
2 bacche di ginepro
chiodi di garofano
anice stellato
2 fichi secchi
2 cucchiai zucchero di canna
bacche di ginepro

Versare le spezie e lo zucchero in un pentolino metallico. Aggiungere il vino e mescolare bene per sciogliere lo zucchero. Portare a bollore e cuocere per 5 minuti. Se si vuole ottenere un vin brulè non alcoolico, avvicinare una fiamma al vino e lasciare che fiammeggi fino a quando la fiamma non si spegnerà spontaneamente. Filtrare il vin brulè e gustarlo molto caldo.

martedì 9 dicembre 2014

Alette di pollo marinate


Finalmente la neve è scesa copiosa in montagna; percepisco l'arrivo inesorabile dell'inverno. Un tempo questo avrebbe significato l'inizio di un periodo di raccoglimento prima del ritorno della primavera. Adesso invece sono come la corda dell'arco, tesa allo spasimo e pronta allo scatto. Ho perfino ripreso a fare sport, evento che dovrebbe entrare come minimo negli annali, visto il livello di pigrizia allucinante che ho raggiunto grazie all'università. Ho ripreso una vecchia passione da troppo trascurata, l'arrampicata, e ne ho scoperta una nuova: il kyūdō 弓道. 
In realtà ho conosciuto questa arte marziale due anni fa a Kanazawa, quando ci hanno portati nel dōjō di un liceo a esercitarci. Le scuole giapponesi propongono una varietà di attività pomeridiane (kurabu katsudō クラブ活動) a cui ci si può iscrivere. Tra queste ci sono i club di calcio, baseball, arti marziali, letteratura e così via. Kyūdō significa letteralmente "via dell'arco"; si pratica con degli archi di legno (yumi) alti 2,20m e con l'impugnatura a 1/3 dell'altezza invece che a metà. Mi piace il kyūdō soprattutto perché richiede una pratica incessante; non si raggiunge mai la perfezione, c'è sempre qualcosa da imparare e migliorare. 

Tornando ad argomenti più concreti, la ricetta di oggi è una delle mie preferite. Ho preparato delle alette di pollo con una marinatura speciale ispirata ai sapori giapponesi. Questa salsa la uso generalmente per condire l'insalata e gli shirataki ma, con le dovute aggiunte, si è rivelata ottima anche per insaporire la carne. Gli ingredienti segreti sono miele, aglio in abbondanza e mela grattugiata. Il risultato è una carne tenerissima, saporita e croccante. Potete cucinare il pollo sia nel forno tradizionale che nel microonde.  

Alette di pollo marinate 

1,5 cucchiai salsa di soia
2 cucchiai aceto bianco
1 cucchiaio zucchero
35ml acqua
1 cucchiaino olio di sesamo

1 cucchiaino miele 
1 mela grattugiata 
aglio
sesamo


Mischiare tutti gli ingredienti in un contenitore capiente e aggiungere la carne. Marinare in frigo per un giorno, quindi disporre il pollo sulla griglia del forno e cuocere a 220° finché cotto. 

Con il microonde: Posizionare la griglia nel microonde e mettere sopra la teglia di teflon in dotazione (o una pirofila adatta). Attivare la funzione micro+grill (600W) e scaldare la teglia per 4 minuti. Mettere il pollo sulla teglia e cuocere con la funzione micro+grill (600W) 12 minuti per lato. In ogni caso, controllare a occhio la cottura.  

lunedì 1 dicembre 2014

Bentō tutorial: come usare un egg mold



Oggi inauguriamo uno dei tanti accessori che faranno impazzire chi è bentō-munito: l'egg mold.
Proprio quelle, le formine per decorare le uova sode! Sono abbastanza facili da usare, ma c'è qualche piccola accortezza che dovete conoscere prima di mettervi all'opera.
Per prima cosa dovete preparare le uova sode, per cui riempite un pentolino d'acqua e metteteci dentro l'uovo. Contate 10-15 minuti da quando l'acqua bolle e poi scolatelo. Adesso viene la parte meno piacevole: la sbucciatura dell'uovo. Purtroppo l'uovo deve essere inserito bollente nell'egg mold. Quindi armatevi di guanti e coraggio e procedete!
Una volta che avrete pelato l'uovo - incuranti delle ustioni di quarto grado - mettetelo subito nell'egg mold.



Premete con forza fino a sigillare la formina. Non vi preoccupate se all'inizio fate fatica, voi insistete fino a quando la linguetta non fa "click".


Immergete l'egg mold in una ciotola con acqua fredda e ghiaccio, quindi lasciatelo galleggiare un quarto d'ora.


Togliete dall'acqua l'egg mold, apritelo e... voilà! 出来上がり! Non è venuto proprio perfetto, ma credo sia dovuto al fatto che ho usato un uovo molto grande. La prossima volta proverò con uno piccolo e vedremo se migliora.

mercoledì 26 novembre 2014

Tic-tac-toe bentō


Le ultime settimane sono state davvero tristi. Molto ho conquistato, e molto ho perduto. Da qui il bisogno di prendere le distanze, anche un po' da me stessa, avventurandomi in un paesaggio bello e struggente. Sapendo che nella neve che si deposita al suolo, nello scorrere del torrente, nel vento che spira dai monti ritroverò sempre una voce e un tocco familiare... caro nonno.

 
Il bentō di oggi è semplicemente autunnale. Ho preparato un'insalata di cinque cereali abbinata a verdure varie, più una macedonia di kiwi e pomelo. Questo frutto tropicale è ricco di vitamina C, beta-carotene, vitamine del gruppo B e acido folico. Il bello del pomelo è che fornisce una sensazione di sazietà e accelera la sintesi delle proteine e dei grassi, rendendolo un alimento ideale per la dieta. A me piace moltissimo perché sembra un pompelmo ma senza quel gusto eccessivamente aspro.
 
Nel primo ripiano:
  • cinque cereali
  • carote
  • peperone verde
  • alga nori
 

Nel secondo ripiano:
  • macedonia di kiwi e pomelo

 
 
 
 

martedì 18 novembre 2014

Kurigohan


La ricetta di oggi è dedicata a uno dei frutti più amati dell'autunno: le castagne. In questo periodo i boschi sono pieni di questi piccoli tesori, ben protetti nei loro ricci. Io le mangerei in qualsiasi modo: arrosto, glassate, bollite... A chi non piace passeggiare per le strade gustando delle caldarroste bollenti?
Oggi continuiamo la rassegna delle ricette autunnali giapponesi con il kurigohan 栗ご飯, cioè il riso con le castagne. È un piatto semplice, senza troppe pretese, eppure altamente nutriente; le castagne contengono infatti una discreta quantità di grassi, proteine e sali minerali.  

Ricetta tratta e modificata da Just One Cookbook

Kurigohan

1 cup riso
castagne piccole
salsa di soia

Portare a bollore abbondante acqua, spegnere il gas e ammollare le castagne per mezzora. Scolarle e pelarle subito. Mettere a mollo le castagne per altri 10 minuti, cambiando spesso l'acqua.

Con la rice cooker: Lavare bene il riso, scolarlo e metterlo nella cuociriso. Mettere un goccio di salsa di soia, mescolare bene e mettere in cima a tutto le castagne a pezzi. Accendere la rice cooker e aspettare che il riso sia cotto.

In pentola: Lavare il riso, scolarlo e metterlo nella pentola con 300g acqua, la soia e in cima le castagne. Portare a bollore e cuocere a fiamma alta per 5 minuti, quindi abbassare il gas e coprire la pentola. Aspettare che l'acqua sia tutta assorbita e spegnere il gas. Dopo 10 minuti alzare il coperchio e servire.

lunedì 10 novembre 2014

Daigaku imo vol.2


Oggi è stata una giornata molto piacevole; io e alcune compagne di giapponese ci siamo trovate per intervistare una delle ragazze venute a studiare presso l'università di Torino. Tra una tazza di tè e una fetta di sacher, abbiamo chiacchierato un po' su come i giapponesi vivono l'Italia. Ciò che li colpisce maggiormente è la nostra socievolezza e l'impegno nello studio; come era prevedibile, sono sconcertati dalla mancanza assoluta di puntualità dei mezzi pubblici, nonché dalla scarsa cura per la cosa pubblica. Immagino questo sia una sorta di cultural shock, visto che la società giapponese è una macchina perfettamente oliata, dove ciascuno concorre al benessere globale.     

A proposito di università vi ripropongo un dolce autunnale tipico dei daigakusai 大学祭, ovverosia le fiere universitarie giapponesi: daigaku imo 大学芋. 
Sono delle patate dolci fritte e poi caramellate con sciroppo d'acero e salsa di soia. Le daigaku imo, una volta cotte, rimangono coperte da una glassa lucida e appiccicosa. Sono una vera bontà, un peccato di gola che va assolutamente gustato in autunno =)

Daigaku imo

1 patata dolce
2 cucchiai zucchero
1 cucchiaio sciroppo d'agave
1/2 cucchiaino salsa di soia
olio di semi
gomashio

Lavare la patata, pelarla e tagliarla a tocchetti. Metterla a mollo in acqua fredda per 10 minuti, quindi scolarla e asciugarla. Scaldare uno strato di olio in una padella e friggere le patate dolci. A parte, scaldare lo zucchero con lo sciroppo d'agave e la salsa di soia: deve formarsi uno sciroppo.
Scolare le patate dolci fritte e buttarle subito nello sciroppo caldo. Mescolare bene e, quando le patate saranno caramellate, metterle su un piatto e spolverarle di gomashio.
 
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