martedì 16 dicembre 2014

Vin brulè


Questa settimana è l'ultima prima della lunghissima pausa invernale, quindi le cose da fare sono tantissime. Oggi vi saluto brevemente con una bevanda tosta, ideale per scaldarsi dopo una giornata passata al freddo: il vin brulè.
Il vin brulè è immancabile nelle sagre piemontesi e nei rifugi di montagna; è corroborante e pare sia un efficace rimedio contro il raffreddore. In effetti, le spezie che si usano nella ricetta hanno alcune proprietà benefiche contro i mali stagionali. Il miglior vin brulè che abbia bevuto sinora è quello preparato dagli alpini per la festa di S. Abaco.  
In ogni caso, la preparazione è molto semplice e può essere adattata anche per i più piccoli. Per ottenere un vin brulè analcolico basta fiammeggiarlo all'ultimo per far evaporare l'alcool. Come vedete, non c'è una ricetta standard; usate le spezie che più vi piacciono, ma non dimenticate cannella e chiodi di garofano.

Vin brulè

2 bicchieri vino rosso
2 stecche cannella
2 bacche di ginepro
chiodi di garofano
anice stellato
2 fichi secchi
2 cucchiai zucchero di canna
bacche di ginepro

Versare le spezie e lo zucchero in un pentolino metallico. Aggiungere il vino e mescolare bene per sciogliere lo zucchero. Portare a bollore e cuocere per 5 minuti. Se si vuole ottenere un vin brulè non alcoolico, avvicinare una fiamma al vino e lasciare che fiammeggi fino a quando la fiamma non si spegnerà spontaneamente. Filtrare il vin brulè e gustarlo molto caldo.

martedì 9 dicembre 2014

Alette di pollo marinate


Finalmente la neve è scesa copiosa in montagna; percepisco l'arrivo inesorabile dell'inverno. Un tempo questo avrebbe significato l'inizio di un periodo di raccoglimento prima del ritorno della primavera. Adesso invece sono come la corda dell'arco, tesa allo spasimo e pronta allo scatto. Ho perfino ripreso a fare sport, evento che dovrebbe entrare come minimo negli annali, visto il livello di pigrizia allucinante che ho raggiunto grazie all'università. Ho ripreso una vecchia passione da troppo trascurata, l'arrampicata, e ne ho scoperta una nuova: il kyūdō 弓道. 
In realtà ho conosciuto questa arte marziale due anni fa a Kanazawa, quando ci hanno portati nel dōjō di un liceo a esercitarci. Le scuole giapponesi propongono una varietà di attività pomeridiane (kurabu katsudō クラブ活動) a cui ci si può iscrivere. Tra queste ci sono i club di calcio, baseball, arti marziali, letteratura e così via. Il kyūdō è senz'altro una delle arti (e non uso il termine sport apposta) più caratteristiche del Giappone. Kyūdō significa letteralmente "via dell'arco"; si pratica con degli archi di legno (yumi) alti 2,20m e con l'impugnatura a 1/3 dell'altezza invece che a metà. Il kyūdō è più simile a un'arte che a uno sport perché ciò che conta non è centrare il bersaglio, ma l'armonia dei movimenti. Quando ci si allena bisogna essere presenti a se stessi, il corpo e la mente uniti nella pienezza dei movimenti. Lo scocco della freccia avverrà spontaneamente, lasciandoci quasi sorpresi. Mi piace il kyūdō soprattutto perché richiede una pratica incessante; non si raggiunge mai la perfezione, c'è sempre qualcosa da imparare e migliorare. 

Tornando ad argomenti più concreti, la ricetta di oggi è una delle mie preferite. Ho preparato delle alette di pollo con una marinatura speciale ispirata ai sapori giapponesi. Questa salsa la uso generalmente per condire l'insalata e gli shirataki ma, con le dovute aggiunte, si è rivelata ottima anche per insaporire la carne. Gli ingredienti segreti sono miele, aglio in abbondanza e mela grattugiata. Il risultato è una carne tenerissima, saporita e croccante. Potete cucinare il pollo sia nel forno tradizionale che nel microonde.  

Alette di pollo marinate 

1,5 cucchiai salsa di soia
2 cucchiai aceto bianco
1 cucchiaio zucchero
35ml acqua
1 cucchiaino olio di sesamo

1 cucchiaino miele 
1 mela grattugiata 
aglio
sesamo


Mischiare tutti gli ingredienti in un contenitore capiente e aggiungere la carne. Marinare in frigo per un giorno, quindi disporre il pollo sulla griglia del forno e cuocere a 220° finché cotto. 

Con il microonde: Posizionare la griglia nel microonde e mettere sopra la teglia di teflon in dotazione (o una pirofila adatta). Attivare la funzione micro+grill (600W) e scaldare la teglia per 4 minuti. Mettere il pollo sulla teglia e cuocere con la funzione micro+grill (600W) 12 minuti per lato. In ogni caso, controllare a occhio la cottura.  

lunedì 1 dicembre 2014

Bentō tutorial: come usare un egg mold



Oggi inauguriamo uno dei tanti accessori che faranno impazzire chi è bentō-munito: l'egg mold.
Proprio quelle, le formine per decorare le uova sode! Sono abbastanza facili da usare, ma c'è qualche piccola accortezza che dovete conoscere prima di mettervi all'opera.
Per prima cosa dovete preparare le uova sode, per cui riempite un pentolino d'acqua e metteteci dentro l'uovo. Contate 10-15 minuti da quando l'acqua bolle e poi scolatelo. Adesso viene la parte meno piacevole: la sbucciatura dell'uovo. Purtroppo l'uovo deve essere inserito bollente nell'egg mold. Quindi armatevi di guanti e coraggio e procedete!
Una volta che avrete pelato l'uovo - incuranti delle ustioni di quarto grado - mettetelo subito nell'egg mold.



Premete con forza fino a sigillare la formina. Non vi preoccupate se all'inizio fate fatica, voi insistete fino a quando la linguetta non fa "click".


Immergete l'egg mold in una ciotola con acqua fredda e ghiaccio, quindi lasciatelo galleggiare un quarto d'ora.


Togliete dall'acqua l'egg mold, apritelo e... voilà! 出来上がり! Non è venuto proprio perfetto, ma credo sia dovuto al fatto che ho usato un uovo molto grande. La prossima volta proverò con uno piccolo e vedremo se migliora.

mercoledì 26 novembre 2014

Tic-tac-toe bentō


Le ultime settimane sono state davvero tristi. Molto ho conquistato, e molto ho perduto. Da qui il bisogno di prendere le distanze, anche un po' da me stessa, avventurandomi in un paesaggio bello e struggente. Sapendo che nella neve che si deposita al suolo, nello scorrere del torrente, nel vento che spira dai monti ritroverò sempre una voce e un tocco familiare... caro nonno.

 
Il bentō di oggi è semplicemente autunnale. Ho preparato un'insalata di cinque cereali abbinata a verdure varie, più una macedonia di kiwi e pomelo. Questo frutto tropicale è ricco di vitamina C, beta-carotene, vitamine del gruppo B e acido folico. Il bello del pomelo è che fornisce una sensazione di sazietà e accelera la sintesi delle proteine e dei grassi, rendendolo un alimento ideale per la dieta. A me piace moltissimo perché sembra un pompelmo ma senza quel gusto eccessivamente aspro.
 
Nel primo ripiano:
  • cinque cereali
  • carote
  • peperone verde
  • alga nori
 

Nel secondo ripiano:
  • macedonia di kiwi e pomelo

 
 
 
 

martedì 18 novembre 2014

Kurigohan


La ricetta di oggi è dedicata a uno dei frutti più amati dell'autunno: le castagne. In questo periodo i boschi sono pieni di questi piccoli tesori, ben protetti nei loro ricci. Io le mangerei in qualsiasi modo: arrosto, glassate, bollite... A chi non piace passeggiare per le strade gustando delle caldarroste bollenti?
Oggi continuiamo la rassegna delle ricette autunnali giapponesi con il kurigohan 栗ご飯, cioè il riso con le castagne. È un piatto semplice, senza troppe pretese, eppure altamente nutriente; le castagne contengono infatti una discreta quantità di grassi, proteine e sali minerali.  

Ricetta tratta e modificata da Just One Cookbook

Kurigohan

1 cup riso
castagne piccole
salsa di soia

Portare a bollore abbondante acqua, spegnere il gas e ammollare le castagne per mezzora. Scolarle e pelarle subito. Mettere a mollo le castagne per altri 10 minuti, cambiando spesso l'acqua.

Con la rice cooker: Lavare bene il riso, scolarlo e metterlo nella cuociriso. Mettere un goccio di salsa di soia, mescolare bene e mettere in cima a tutto le castagne a pezzi. Accendere la rice cooker e aspettare che il riso sia cotto.

In pentola: Lavare il riso, scolarlo e metterlo nella pentola con 300g acqua, la soia e in cima le castagne. Portare a bollore e cuocere a fiamma alta per 5 minuti, quindi abbassare il gas e coprire la pentola. Aspettare che l'acqua sia tutta assorbita e spegnere il gas. Dopo 10 minuti alzare il coperchio e servire.

lunedì 10 novembre 2014

Daigaku imo vol.2


Oggi è stata una giornata molto piacevole; io e alcune compagne di giapponese ci siamo trovate per intervistare una delle ragazze venute a studiare presso l'università di Torino. Tra una tazza di tè e una fetta di sacher, abbiamo chiacchierato un po' su come i giapponesi vivono l'Italia. Ciò che li colpisce maggiormente è la nostra socievolezza e l'impegno nello studio; come era prevedibile, sono sconcertati dalla mancanza assoluta di puntualità dei mezzi pubblici, nonché dalla scarsa cura per la cosa pubblica. Immagino questo sia una sorta di cultural shock, visto che la società giapponese è una macchina perfettamente oliata, dove ciascuno concorre al benessere globale.     

A proposito di università vi ripropongo un dolce autunnale tipico dei daigakusai 大学祭, ovverosia le fiere universitarie giapponesi: daigaku imo 大学芋. 
Sono delle patate dolci fritte e poi caramellate con sciroppo d'acero e salsa di soia. Le daigaku imo, una volta cotte, rimangono coperte da una glassa lucida e appiccicosa. Sono una vera bontà, un peccato di gola che va assolutamente gustato in autunno =)

Daigaku imo

1 patata dolce
2 cucchiai zucchero
1 cucchiaio sciroppo d'agave
1/2 cucchiaino salsa di soia
olio di semi
gomashio

Lavare la patata, pelarla e tagliarla a tocchetti. Metterla a mollo in acqua fredda per 10 minuti, quindi scolarla e asciugarla. Scaldare uno strato di olio in una padella e friggere le patate dolci. A parte, scaldare lo zucchero con lo sciroppo d'agave e la salsa di soia: deve formarsi uno sciroppo.
Scolare le patate dolci fritte e buttarle subito nello sciroppo caldo. Mescolare bene e, quando le patate saranno caramellate, metterle su un piatto e spolverarle di gomashio.

lunedì 3 novembre 2014

Dry curry



Che tempo da lupi, oggi! Pare che per un po' dovremo fare a meno del sole... ;)
Peccato, avrei voluto approfittare della settimana degli esami per allenarmi in bici; poco male, mi dedicherò a qualche hobby più tranquillo, tipo il disegno. Mi è sempre piaciuto disegnare e pasticciare con gli acquerelli, ma non sono mai stata particolarmente dotata. Ultimamente ho ripreso in mano la penna per realizzare qualche schizzo dei miei manga preferiti; è così rilassante che penso che prima o poi mi iscriverò a qualche corso  :3



Tutto questo tempo libero (*insert sarcasm here*) mi ha permesso di rimettermi ai fornelli per preparare un bel piatto unico. Si tratta di una versione alternativa del curry rice, più leggera e facile da preparare. Assomiglia un po' alla nostra idea di ragù a cui si aggiungono i fagioli e, ovviamente, il curry. Se vi piacciono le spezie e avete voglia di coccolarvi un po', provatela e fatemi sapere che ne pensate ;)


Ricetta tratta e modificata da Cooking with the dog

Dry curry

100g carne trita
fagioli in scatola
carote
aglio
cipolla
sedano
1 cucchiaio curry
1/2 cucchiaino fecola
100g acqua
sale
olio
1/2 cucchiaino salsa di soia
riso al vapore

Tagliare a dadi il sedano, la carota, la cipolla e l'aglio. Scaldare un filo d'olio in padella e mettere la carne. Saltare e aggiungere l'aglio e il sale; quando l'aroma di aglio diventa intenso aggiungere la carota, la cipolla e saltare 5 minuti. Abbassare il gas al minimo, aggiungere il curry con la fecola e mescolare bene. Aggiungere l'acqua, i fagioli e far addensare a fuoco medio. Mettere il riso in una ciotola e coprire col curry.


martedì 28 ottobre 2014

Sesame cookies


Questo weekend è stato strafaticoso... sono andata a Milano per sostenere l'esame per lavorare presso il padiglione Giappone. Tra la sveglia alle 4 e lo stress dell'esame, sono tornata a Torino con un bel raffreddore. Nonostante non abbia superato la selezione, non sono poi così abbattuta. Tutto sommato è stata un'occasione per mettermi alla prova; inoltre ho conosciuto un sacco di persone stupende che spero di rivedere presto. Ho anche avuto modo di andare al ristorante giapponese più famoso della città. La cosa più bella è stata quando lo chef mi ha chiesto se fossi giapponese, "vista la mia somiglianza somatica" (?). Chissà perché, anche nei musei continuavano a scambiarmi per inglese o giapponese. Sarà stato il look stranamente elegante per i miei standard? Comunque, alla fine mi sono divertita e forse ho anche qualche progetto lavorativo all'orizzonte... =)

Oggi ho pensato di preparare qualche biscotto, giusto per riscaldarmi un po'. Ho dato fondo alle ultime scorte di sesamo per preparare questi dolcetti. La ricetta è praticamente quella della frolla, salvo l'utilizzo del freezer per compattare la pasta. Visto che contengono parecchio burro, secondo me sono migliori se gustati caldi ;)

Ricetta tratta e modificata da Just one cookbook

Sesame cookies

120g burro freddo a cubetti
1 tuorlo
160g farina
40g mandorle
20g sesamo nero
20g sesamo bianco
80g zucchero

Mettere le mandorle nel mixer e tritarle finemente. Aggiungere la farina, lo zucchero, il sesamo bianco e nero e frullare. Aggiungere il burro e frullare brevemente, quindi unire il tuorlo e azionare nuovamente il mixer. Mettere l'impasto in una terrina e compattarlo eventualmente con una spatola. Formare una palla, dividerla a metà e ricavare due salami. Avvolgere ciascun rotolo nella pellicola e mettere in freezer per 40 minuti. Tagliare i salami a fettine spesse 2cm e distribuirle sulla leccarda coperta di carta forno. Infornare a 170° a metà altezza per 13-15 minuti o finché avranno i bordi marroncini. Sfornare i biscotti, lasciarli riposare 10 minuti e spostarli sulla gratella. Si conservano in una scatola di latta per 1-2 giorni.

mercoledì 22 ottobre 2014

Deep-roasted sesame dressing


Oggi vi propongo una di quelle cose di cui non riesco più a fare a meno da quando sono tornata da Kanazawa. Dovete sapere che al rientro dal Giappone ho portato con me qualcosa come 5kg di cibo (no, non è uno scherzo), tra cui una bottiglietta di dressing al sesamo. Questa salsa si ottiene mescolando maionese, salsa di soia, aceto e sesamo bianco pestato nel mortaio. Il risultato è una cremina deliziosa, perfetta per qualsiasi abbinamento. La mia okaasan la usa per condire l'insalata, ma confesso che la metto praticamente su qualunque piatto!
Che dire, una non-ricetta che vi consiglio davvero di provare...   ;)

Ricetta tratta da Ochikeron

Deep-roasted sesame dressing

2 cucchiai maionese
2 cucchiai sesamo bianco
1 cucchiaio zucchero
1/2 cucchiaio salsa di soia
1/2 cucchiaio aceto bianco
1/2 cucchiaio olio di semi

Tostare in una padella il sesamo e pestarlo nel mortaio. Mettere in una ciotola la maionese, lo zucchero, il sesamo, i condimenti e mescolare bene. Se ritenete che la salsa sia troppo consistente aggiungete acqua o brodo dashi freddo.


lunedì 13 ottobre 2014

Sanma shioyaki


Mi piace l'autunno: la temperatura gradevole, le foglie che virano al rosso acceso, l'aria frizzante al mattino presto. Soprattutto, amo gli ingredienti di questa stagione: zucca, castagne, cachi, funghi... 
Anche in Giappone la cucina segue il mutare delle stagioni, proponendo primizie sempre diverse. In questo periodo si gustano le prime castagne arrosto, le patate dolci caramellate e il sanma 秋刀魚
Come si evince dagli ideogrammi (autunno-katana-pesce), il sanma ha la forma simile a quella di una spada e si pesca soltanto in autunno. È una vera e propria leccornia che viene servita nei ristoranti più rinomati. Come tutti gli ingredienti pregiati, va assolutamente mangiato in purezza; viene servito grigliato e accompagnato da daikon grattugiato e limone. 
Generalmente il pesce viene cotto con ancora le viscere ma, se siete schizzinosi, potete tranquillamente toglierle (come ho fatto io).  

Sanma shioyaki

1 sanma
sale
rucola
limone

Lavare il sanma, incidere il ventre e togliere le interiora. Praticare dei piccoli tagli su ambo i lati e disporlo sulla griglia del forno. Cuocere in modalità grill a 200° finché sarà ben dorato. Servire accompagnato da verdure fresche (io rucola) e un po' di limone.

lunedì 6 ottobre 2014

Danhobak (pumpkin latte)


Inizio Ottobre è il momento perfetto per gustare le prime zucche, e anche per iniziare a pensare a qualche ricetta per Halloween. Giusto qualche settimana fa ho riletto Harry Potter (sarà la trentesima volta, come minimo ^__^), e qual è la bevanda preferita di tutti i maghi? Il pumpkin juice.
Ho fatto un po' di ricerche ed è saltato fuori che in Corea esiste una bevanda molto simile, il danhobak, soltanto che è a base di latte. Starbucks la propone anche in Giappone durante il periodo di Halloween. La ricetta è semplicissima e il gusto di zucca è semplicemente delizioso...

Ricetta tratta e modificata da My Korean kitchen

Danhobak

200g zucca
latte q.b.
3-4 cucchiaini miele di castagno Mielbio
cannella in polvere
essenza di vaniglia

Lavare, pelare e tagliare la zucca a tocchetti. Cuocerla a vapore e lasciarla raffreddare. Mettere tutti gli ingredienti in un mixer e frullare molto bene. Gustare a temperatura ambiente o scaldarlo a piacere.




lunedì 29 settembre 2014

Meat doria


Dopo un mese di pigrizia, finalmente sono tornata in montagna. Ci voleva, stare in città ha per me lo stesso effetto di un anestetico; non senti più nulla, non vedi più nulla. Anche se stai lontana a lungo, alla fine la montagna ti accoglie come una mamma; ti rimprovera di essere stata oziosa, non si lascia conquistare facilmente, ma ogni passo che fai ti riporta un po' più vicina. Riprendi coscienza di ciò che ti sta attorno, e scopri di poterti ancora meravigliare come un bambino difronte all'acqua sorgiva o a una marmotta che fa capolino da dietro le rocce. E ti ricordi di non essere solo su questa terra...

Dai, veniamo alle cose concrete =) Oggi vi propongo un comfort food alla vecchia maniera: meat doria. Il nome doria indica in giapponese tutti i piatti gratinati, sia di terra che di mare. Il doria più famoso è quello preparato con la salsa bianca e i crostacei, ma non l'ho provato perché non amo molto l'abbinamento latte/pesce. Alla fine ho optato per un semplice ragù accompagnato a un piatto di riso al vapore fumante. Penso sia una bella idea da gustare durante la mezza stagione...  =)



Meat doria

1 carota
1 scalogno
1 cucchiaio olio
1 cucchiaio vino rosso
1 pomodoro maturo
brodo di verdure q.b.
carne trita q.b.
riso al vapore
parmigiano

Affettare lo scalogne e la carota a dadini. Scaldare l'olio e rosolare le carote con lo scalogno. Aggiungere la carne trita e saltarla fino a quando sarà quasi cotta, quindi aggiungere il vino e lasciar sfumare. Aggiungere il pomodoro privato della buccia e tagliato a dadi, mescolare bene e aggiungere il brodo caldo fino a coprire il tutto. Lasciar cuocere a fuoco basso mescolando spesso fino a quando il liquido sarà tutto evaporato. Mettere il riso in una cocotte, coprirlo con il sugo, spolverare con il parmigiano e gratinare in forno per qualche minuto.
 
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