lunedì 29 settembre 2014

Meat doria


Dopo un mese di pigrizia, finalmente sono tornata in montagna. Ci voleva, stare in città ha per me lo stesso effetto di un anestetico; non senti più nulla, non vedi più nulla. Anche se stai lontana a lungo, alla fine la montagna ti accoglie come una mamma; ti rimprovera di essere stata oziosa, non si lascia conquistare facilmente, ma ogni passo che fai ti riporta un po' più vicina. Riprendi coscienza di ciò che ti sta attorno, e scopri di poterti ancora meravigliare come un bambino difronte all'acqua sorgiva o a una marmotta che fa capolino da dietro le rocce. E ti ricordi di non essere solo su questa terra...

Dai, veniamo alle cose concrete =) Oggi vi propongo un comfort food alla vecchia maniera: meat doria. Il nome doria indica in giapponese tutti i piatti gratinati, sia di terra che di mare. Il doria più famoso è quello preparato con la salsa bianca e i crostacei, ma non l'ho provato perché non amo molto l'abbinamento latte/pesce. Alla fine ho optato per un semplice ragù accompagnato a un piatto di riso al vapore fumante. Penso sia una bella idea da gustare durante la mezza stagione...  =)



Meat doria

1 carota
1 scalogno
1 cucchiaio olio
1 cucchiaio vino rosso
1 pomodoro maturo
brodo di verdure q.b.
carne trita q.b.
riso al vapore
parmigiano

Affettare lo scalogne e la carota a dadini. Scaldare l'olio e rosolare le carote con lo scalogno. Aggiungere la carne trita e saltarla fino a quando sarà quasi cotta, quindi aggiungere il vino e lasciar sfumare. Aggiungere il pomodoro privato della buccia e tagliato a dadi, mescolare bene e aggiungere il brodo caldo fino a coprire il tutto. Lasciar cuocere a fuoco basso mescolando spesso fino a quando il liquido sarà tutto evaporato. Mettere il riso in una cocotte, coprirlo con il sugo, spolverare con il parmigiano e gratinare in forno per qualche minuto.

lunedì 22 settembre 2014

Takikomi gohan bentō


Oggi, dopo tanto tempo, ho deciso di partecipare nuovamente a un contest. La ragione che mi ha spinto a rimettermi in gioco è lo scopo di questa gara, che riguarda la salute a tavola. Come sapete sono molto sensibile all'argomento e, nonostante sia un'esperta in peccati di gola, cerco sempre di compensare con un'alimentazione ricca di verdure e proteine. La cucina giapponese, riconosciuta recentemente come Patrimonio dell'Unesco, rispecchia quelli che sono gli ideali di salute che tutti dovremmo seguire. I giapponese sono molto sensibili alla qualità del cibo che portano in tavola e al metodo di cottura; inoltre la loro dieta è ricca di verdure, riso e pesce. Per questo motivo ho scelto di partecipare con una ricetta tradizionale che mi ha insegnato la mia okaasan: takikomi gohan 炊き込みご飯 e kimpira きんぴら.    
Entrambe le ricette condividono un ingrediente quintessenziale: la bardana, o gobo in giapponese. Questa pianta ha proprietà terapeutiche riconosciute; viene usata in cosmesi per il trattamento delle dermatosi e delle flogosi. Inoltre è impiegata in fitoterapia per i suoi effetti depurativi su fegato e intestino. La bardana contiene una serie di principi attivi, come gli acidi fenolici, l'inulina (che aiuta a combattere il colesterolo) e vitamine. 

Il takikomi gohan consiste in un piatto di riso cotto al vapore con bardana, zenzero fresco, chikuwa e kamaboko (bastoncini di pesce bollito, tipo surimi). La cottura a vapore permette di mantenere intatte le proprietà nutritive e organolettiche degli alimenti. Inoltre, questa ricetta è praticamente priva di grassi di cottura. 

La seconda ricetta si chiama kimpira, ed è un piatto che si mangia spesso nelle famiglie giapponesi. Si potrebbe definire una sorta di giardiniera preparata alla maniera orientale, condita con salsa di soia e sakè. Il termine kimpira indica il metodo di cottura, basato sulla spadellatura e bollitura delle verdure. Anche in questo caso gli ingredienti sono pochi e semplici: bardana, carote e brodo di pesce. 

Takikomi gohan

1 tazza riso
brodo dashi q.b.
1 radice di bardana 
chikuwa
kamaboko
zenzero grattugiato
3 cucchiai salsa di soia
2 cucchiai mirin
1 cucchiaio vino bianco

Pulire il gobo come spiegato nella ricetta del kimpira, poi metterlo a mollo in acqua. Affettare sottilmente il kamaboko e il chikuwa, grattugiare lo zenzero.

Se avete la cuociriso: Lavare bene il riso e metterlo nella cuociriso. Aggiungere il brodo dashi fino quasi alla tacca 1 (lasciarlo leggermente più basso renderà il riso ben sgranato). Aggiungere i condimenti e mescolare bene. Mettere sopra al riso il gobo, lo zenzero, il chikuwa, il kamaboko schiacciando bene tutto senza mai mescolare. Accendere la cuociriso e aspettare 10 minuti dopo la fine della cottura prima di aprirla.    

Se non avete la rice cooker: Lavare bene 140g di riso e lasciate scolare bene in un colino. Mettere il riso in una pentola dal fondo spesso, aggiungere 360ml dashi, i condimenti e coprire con le verdure e il kamaboko. Portare a bollore a fiamma alta. Quando bolle abbassare il gas e mettere il coperchio. Lasciar cuocere finché il brodo sarà completamente evaporato (dopo circa 13 minuti). Spegnere il gas e NON togliere il coperchio per altri 10 minuti. 


Kimpira

1 radice di bardana
1 carota
180g brodo dashi
1 cucchiaio zucchero
2 cucchiai vino bianco
1,5 cucchiai salsa di soia
olio

Lavare, pelare e tagliare a fiammifero il gobo. Fare altrettanto per la carota. Mettere a mollo il gobo e risciacquarlo ogni tanto finché l'acqua risulterà pulita. Versare un goccio d'olio nella wok e saltare la verdura. Aggiungere i condimenti, il dashi e cuocere a fuoco medio fino a quando il liquido sarà tutto evaporato.  

Colesterolo cattivo? No grazie!

martedì 16 settembre 2014

Festival delle sagre di Asti

Domenica sono stata per la prima volta al Festival delle sagre di Asti. Questa manifestazione si tiene ogni anno in piazza campo del palio, e raduna migliaia di persone arrivate da tutto il Piemonte...
I festeggiamenti durano due giorni: il sabato ci sono la sfilata con rievocazione storica e il premio della Douja d'or per i vini; la domenica ci si ritrova nella piazza per la fiera gastronomica. È l'occasione per assaggiare le specialità di ogni paesino, tutte buonissime!
In piazza viene allestito un intero villaggio in miniatura con le casette dedicate a ogni Pro loco. 


Il menù è abbondantissimo e c'è davvero l'imbarazzo della scelta... 


Questa volta mi sono lanciata sugli agnolotti al sugo di carne di S. Caterina, il bonet e la torta di zucca e cioccolato. 


È stata un'occasione speciale e molto divertente... il prossimo anno tornerò di certo =)

lunedì 15 settembre 2014

Molecular gastronomy for dummies: Caviale di caffè


Ultimamente mi è venuta voglia di sperimentare cose nuove e strane, così ho deciso di avvicinarmi alla cucina molecolare (ma solo un pochino, giusto per vedere di cosa si tratta). Ammetto di aver seguito con passione alcuni esperimenti con l'azoto liquido, quella nebbiolina ammaliante che sembra più adatta a uno spettacolo di illusionismo che a una cucina. Non avendo in dispensa l'azoto liquido o il sodio alginato, ho cercato una ricetta da poter realizzare senza ingredienti speciali, e ne ho trovata una a dir poco semplicissima: il caviale di caffè.
Puntualizzo subito dicendo che questo è il massimo di cui sono capace, senza rischiare di far saltare per aria la cucina!
La particolarità di questa ricetta sta nell'utilizzo dell'olio gelato al posto dell'azoto liquido; la consistenza risulterà più solida rispetto al caviale preparato con l'azoto, che rimane liquido dentro. A parte questo, la consistenza è parecchio interessante e questo caviale può essere usato come decorazione edibile in un sacco di dolci.
... Try this at home! ;)

Basic tutorial:

Scegliere il liquido: La base di partenza del caviale è un liquido a scelta, in questo caso caffè. L'ideale è usare un liquido dal sapore forte come l'aceto balsamico, il succo di frutta o il tè. 

Raffreddare l'olio: Le palline si solidificano grazie all'olio freddissimo. Bisogna quindi tenerlo in frigo almeno una notte prima dell'uso. NON usate l'olio di oliva perché si condensa col freddo. Meglio usare l'olio di semi classico. 

Preparare un bagnomaria con sale e ghiaccio: Il contenitore dell'olio dovrà rimanere freddo durante il processo, per cui andrà messo in un bagnomaria di acqua, ghiaccio e sale grosso. 

Procurarsi una siringa o un contagocce: Per ottenere delle sfere perfette bisogna munirsi di siringa o contagocce. 

Ricetta tratta da Sprinkle bakes 

Coffee caviar 

olio di semi
4 cucchiaini gelatina in polvere
3 cucchiai acqua fredda 
85g caffè
ghiaccio
sale grosso

Riempire d'olio una ciotola metallica e metterla in frigo una notte. Mettere in una ciotola la gelatina e l'acqua e mescolare. Scaldare il caffè e sciogliervi la gelatina; travasare in una siringa e aspettare che il liquido raggiunga la temperatura ambiente. Mettere la ciotola dell'olio in un bagnomaria di acqua, ghiaccio e sale e iniziare a spremere la siringa. Ci vorranno circa 2-3 gocce per formare una pallina di caviale medio-piccola. È importante finire il liquido prima che la gelatina lo solidifichi. Lasciare il caviale a mollo nell'olio per 5 minuti e scolarlo sotto un delicato getto di acqua.
Il caviale di conserva in un contenitore ermetico coperto d'olio, ma vi consiglio di usarlo in giornata.  

lunedì 8 settembre 2014

Spezzatino di buzzonaglia


Oggi vi racconto di un ingrediente che ho scoperto in Sardegna: la buzzonaglia di tonno. 
La buzzonaglia è la parte del filetto a contatto con la lisca, e viene normalmente messo sott'olio. Il caratteristico colore nerastro è dovuto all'alta vascolarizzazione della zona. 
Nonostante sia considerato il taglio meno pregiato, è ricchissimo di omega 3 ed è comunque molto buono e versatile. La buzzonaglia è tipica di Carloforte, località dove si può gustare il miglior tonno della Sardegna. Potete mangiarla in insalata, al naturale e in tanti altri modi. Ho pensato di preparare uno spezzatino di buzzonaglia, un piatto ricco e confortevole in queste giornate tutt'altro che afose...
Se volete potete anche preparare lo spezzatino con la buzzonaglia fresca; basta aggiungere il pesce al soffritto, rosolare, aggiungere il pomodoro e ultimare la cottura col coperchio. 
Perdonate la qualità pessima della foto, ma è l'unica che sono riuscita a recuperare! Ammetto che durante le vacanze il tempo di scattare foto è sceso al minimo storico... 

Spezzatino di buzzonaglia

1 cipolla
aglio in camicia
patate
pomodori
carote
buzzonaglia di tonno sott'olio
prezzemolo 

Preparare il soffritto di cipolla e aggiungere uno spicchio di aglio in camicia, che poi andrà tolto dopo qualche minuto. Aggiungere le patate a cubetti e far insaporire.  Aggiungere i pomodori, coprire e cuocere a fuoco basso. A fine cottura aggiungere la buzzonaglia di tonno e prezzemolo a piacere.


lunedì 1 settembre 2014

Shirataki hiyashi chūka


Come promesso, eccomi di ritorno con tante ricette nuove!   =) 
Nonostante sia settembre, non possiamo già cedere all'autunno incalzante; meglio indulgere ancora un po' con i piatti estivi. Oggi vi propongo un piatto unico freschissimo e salutare: shirataki hiyashi chūka.
Hiyashi chūka (letteralmente "cinese freddo") è una porzione di ramen freddo guarnito con verdure, omelette e pesce; il tutto viene accompagnato con una salsa a base di soia o sesamo. Potete ovviamente variare con i topping e usare quelli che preferite; l'importante è abbondare con le verdure. Non avendo il ramen in dispensa ho pensato di sostituirlo con gli shirataki, cioè spaghetti di konnyaku 蒟蒻. Vi avevo già parlato qui di questo ingrediente tipico della cucina giapponese. Il konnyaku, ricavato da una pianta esotica detta "lingua del diavolo", è salito alla ribalta anche grazie alla dieta Ducan (di cui non sono una fan, ma tant'è...), in cui viene ampiamente utilizzato per il suo bassissimo contenuto calorico. Magari qualcuno di voi avrà assaggiato gli shirataki e li avrà trovati gommosi e insipidi. In realtà c'è un trucco per valorizzare al massimo gli shirataki freschi: basta sbollentarli per 30 secondi in acqua bollente e poi farli saltare in padella senza nulla per eliminare l'acqua in eccesso. Questo passaggio permetterà agli shirataki di assorbire bene il condimento.
Lo hiyashi chūka preparato con gli shirataki è un'alternativa leggera e gustosa, perfetto da servire durante i giorni di afa... quindi lo mangeranno solo al sud, mi sa!   ;)

Ricetta tratta e modificata da Cooking with the dog

Shirataki hiyashi chūka

360g shirataki freschi
3 cucchiai salsa di soia
4 cucchiai aceto bianco
2 cucchiai zucchero
70ml acqua
1 cucchiaino olio di sesamo (o semi)
1 uovo
sale
1 cucchiaio acqua
carota
cetriolo
prosciutto cotto
pomodoro

Preparare la salsa mescolando salsa di soia, acqua, aceto e zucchero. Aggiungere l'olio e mescolare bene. Mettere da parte in una ciotola 2 cucchiai di salsa.
Lavare bene gli shirataki e sbollentarli per 30 secondi in acqua bollente. Scolarli e rimetterli nella pentola, facendoli saltare per eliminare l'acqua in eccesso. Mettere gli shirataki nella ciotola con la salsa che avevamo messo da parte e mescolare bene. Lasciar raffreddare e mettere in frigo assieme alla ciotola con la salsa rimasta.  A parte sbattere l'uovo con una presa di sale e l'acqua. Scaldare una padella con un filo d'olio e versare metà uovo. Muovere velocemente la padella per distribuire l'uovo e aspettare che sia quasi cotto. Voltare la frittata, finire di cuocerla e metterla sul tagliere. Ripetere il procedimento fino a terminare l'uovo, quindi sovrapporre gli strati di frittata e ricavarne delle striscioline. Lavare e pelare la carota e il cetriolo e farli a strisce. Mettere gli shirataki in un piatto, disporre i topping e irrorare con la salsa avanzata a piacere.

venerdì 4 luglio 2014

Mousse al cioccolato e nocciole "Tonda gentile IGP"


Vi avevo detto che questo sarebbe stato l'ultimo post prima delle vacanze... ebbene, ho mentito! =)  Sono stata contattata per prestare la mia collaborazione a "La nocciola fa per me", progetto di educazione alimentare patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.
Lo scopo di questa lodevole iniziativa è quello di promuovere il consumo di questo frutto, così prezioso per la nostra salute. La nocciola è ricca di grassi insaturi, omega3, fibre, vitamine e minerali utili a combattere il colesterolo "cattivo" e il rischio di malattie cardiovascolari. Come anche le mandorle, questo frutto è utile anche per l'alimentazione degli sportivi, in quanto riequilibra il calo di minerali dovuto allo sforzo.
Se pensiamo che la produzione italiana di nocciole è tra le più variegate e pregiate del mondo — vantiamo almeno cinque varietà di nocciola, tra cui la famosa Tonda gentile del Piemonte e la Giffoni — sono certa che valga la pena di impiegare questo frutto nella preparazione di piatti.
Per il mio dolce ho scelto la varietà tipica del Piemonte, coltivata tra le province di Cuneo, Asti e Alessandria; la Tonda gentile IGP è particolarmente apprezzata per la sua forma perfetta, il sapore pieno e delicato e il ridotto contenuto di grassi.

Adesso vi lascio per davvero... arrivederci a settembre con tante ricette nuove! :)

Mousse al cioccolato e nocciole "Tonda gentile IGP"

120g cioccolato fondente
240g panna da montare
1 foglio colla di pesce
nocciole "Tonda gentile IGP" tritate

Ammollare la colla di pesce in acqua fredda per 10 minuti. Scaldare la panna e aggiungere il cioccolato tritato. Aspettare che il cioccolato sia sciolto, togliere la pentola dal fuoco e aggiungere la colla di pesce. Versare la mousse nelle coppette, decorarla con la granella di nocciole e metterle in frigo.

martedì 24 giugno 2014

Semifreddo al cocco e scaglie di cioccolato


Domenica sono finalmente tornata in montagna dopo una lunghissima assenza, e sono andata al valico del Moncenisio. Erano anni che non ci andavo, ma è un luogo che mi è rimasto nel cuore. Penso sia il più bel posto raggiungibile dalla Val di Susa, con il lago enorme e le marmotte che corrono per i prati; se ne vedono veramente tantissime! Dal colle del Moncenisio partono moltissimi sentieri e c'è davvero l'imbarazzo della scelta. Qualche anno fa ero andata in cima al Colle Clapier, il valico attraversato da Annibale per superare le Alpi. Non vedo l'ora di tornare per comprare altro formaggio di malga (la specialità di questa zona della Savoia è il Beaufort)... =)







Quella di oggi sarà l'ultima ricetta dell'estate, per cui volevo salutarvi con un signor dolce: il semifreddo al cocco e scaglie di cioccolato. Ho una vera e propria passione per questo dolce, veloce ma sicuramente d'effetto. Non riesco a smettere di mangiarlo... ;) Vi assicuro che è l'ideale per una cena importante!
Dato che la ricetta prevede la preparazione della meringa, vi consiglio di usare gli albumi pastorizzati in modo da evitare qualunque rischio per la salute. Detto questo... buone vacanze a tutti e arrivederci a settembre! =)

Semifreddo al cocco e scaglie di cioccolato

360g panna hulalà oro Codap 
100g albumi
180g zucchero
170g cioccolato fondente light Venchi 
60g cocco rapè

Foderare lo stampo da plumcake (Keramia Guardini) con della pellicola. Fondere a bagnomaria il cioccolato e lasciarlo raffreddare. Montare gli albumi e, quando il composto inizia a montare, aggiungere poco per volta lo zucchero. Una volta ottenuta la meringa, incorporarvi il cocco rapè. Montare a parte la panna e unirla alla meringa, mescolando con una spatola dal basso verso l'alto. Versare 1/3 del composto nello stampo, far colare da un cucchiaino il cioccolato fuso sulla massa. fare vari strati alternando il cioccolato al composto di cocco. Mettere in freezer lo stampo per 5 ore e sformarlo su un piatto da portata.


lunedì 16 giugno 2014

Ricetta di famiglia n°4: Zucchini in carpione


Oggi vi presento un'altra ricetta di famiglia: gli zucchini in carpione. È un piatto tipico piemontese, molto fresco e adatto all'estate. Le origini di questa ricetta sono, come spesso accade, povere; veniva preparato nelle campagne del Monferrato e delle Langhe ed era servito come contorno. Il carpione è un metodo di conservazione che richiede aceto ed erbe aromatiche, in particolare salvia e alloro. Non si usa solo per le verdure, ma anche per la carne (bistecche impanate ecc.) e il pesce (ad esempio le anguille). La ricetta tradizionale degli zucchini in carpione prevede che prima si friggano le verdure e poi si mettano a bagno nel liquido per un minimo di 12 ore. Mi raccomando, scolate bene la verdura prima di metterla in carpione; così il piatto sarà ancora più leggero e delizioso!

Zucchini in carpione

zucchini
acqua
aceto
1 spicchio aglio
olio evo
cipolla
salvia
alloro

Friggere gli zucchini in olio, scolarli e metterli in un grilletto. Bollire l'acqua e aceto con cipolla, salvia e alloro. Aggiungere uno spicchio d'aglio negli zucchini e coprirli con la bagna calda.

lunedì 9 giugno 2014

Tōkyō banana


La settimana scorsa c'è stata una bellissima manifestazione alla Reggia di Venaria, Ortinfestival. Proprio come questo weekend, anche domenica scorsa Torino era baciata dal sole. La fiera si è tenuta nel Potager Royal della reggia; il potager è un tipo di giardino Seicentesco combina orti, fontane, pergole e frutteti, creando uno splendido panorama. Mi sono divertita moltissimo ad ammirare tutte le piante da vivaio e i banchi che vendevano mille delizie. Nonostante sabato sia stata parecchio male, tanto da finire al pronto soccorso, non ho potuto fare a meno di concedermi una galette francese alla crema di marroni. Sono proprio felice di vedere che la Reggia di Venaria è tornata ai fasti di un tempo dopo un lungo abbandono. Se avete programmato un viaggio in Piemonte fate un salto a Venaria Reale, non ve ne pentirete! =)
Passando al dolce del giorno, vi presento un dolce semplice e gustoso: Tōkyō banana. Si chiama così perché è il souvenir tipico di Tōkyō. E' un rotolo farcito di crema pasticciera alla banana e chiuso in modo da dargli la forma di una banana, appunto. Non so voi, ma a me le banane piace mangiarle quando sono ancora semiverdi; se sono troppo mature proprio non mi piacciono. Così a volte mi trovo con il portafrutta invaso da banane già con i puntini che non so come smaltire velocemente. Ecco, questa è un'ottima idea! La preparazione è velocissima ed è uno snack davvero carino. :3

Ricetta tratta e modificata da Ochikeron

Tōkyō banana

1 banana
1 uovo
1 cucchiaio fecola
3 cucchiai zucchero
150g latte
rotolo dolce

Schiacciare la banana in una ciotola e aggiungere l'uovo, lo zucchero, la fecola e il latte. Mescolare bene e passare in un colino. Portare a bollore la crema a fuoco basso e, mescolando costantemente, aspettare che si addensi. Mettere il pentolino a bagno in acqua e ghiaccio per abbattere la carica batterica e mettere la crema in frigo. Preparare il rotolo secondo la ricetta, lasciarlo raffreddare e tagliarlo a quadretti abbastanza larghi. Mettere al centro di ciascun quadrato un po' di crema alla banana e arrotolare il tutto. Avvolgere ciascun dolce nella pellicola e avvitare la carta ai lati come fosse una caramella. Mettere in frigo e consumare ben freddo.

lunedì 2 giugno 2014

Mousse al rabarbaro con gelée di nespole e chantilly al cioccolato bianco


 La settimana scorsa ho raccolto un bel po' di rabarbaro nell'orto del nonno e ho pensato di fare un dolce che lo valorizzasse. Il rabarbaro è una pianta abbastanza sconosciuta in Italia, tanto che non si trova negli ortofrutta. In Svizzera, Francia e Regno Unito viene invece utilizzato per crostate e crumble. Il rabarbaro si coglie tra aprile e giugno, quando gli steli sono di un bel colore rosso rubino. Le foglie vanno tassativamente scartate perché velenose, mentre le coste vanno pelate perché altrimenti rimangono amare. Purtroppo così facendo si perderà la tonalità accesa del rabarbaro, ma il gusto ci guadagnerà. Ho quindi pensato di preparare una mousse al rabarbaro con gelée di nespole e chantilly al cioccolato bianco. Non vi dico che goduria, è da provare!  


Ricetta tratta e modificata da La ciliegina sulla torta 

Mousse al rabarbaro con gelée di nespole e chantilly al cioccolato bianco

Per la mousse al rabarbaro

250g rabarbaro
40g zucchero
200g panna
2 fogli colla di pesce

Per la gelée di nespole 

200g nespole
2 fogli colla di pesce

Per la chantilly al cioccolato bianco

150g cioccolato bianco
300g panna

Per la mousse al rabarbaro: Lavare, pelare e tagliare a tocchetti il rabarbaro. Metterlo in una teglia con lo zucchero e infornare a 180° finché cotto (10-13 minuti). Frullare ancora caldo e, nel frattempo, ammollare la gelatina. Versare metà purea in un pentolino, portare a bollore e sciogliervi la colla di pesce strizzata. Lasciar raffreddare e unire la panna semimontata con delicatezza. Versare il composto alla base di una coppetta e mettere in frigo per almeno 4 ore.

Per la gelée di nespole: Lavare, pelare le nespole e frullarle con un po' di zucchero. Ammollare la gelatina a parte. Scaldare la purea di nespole e sciogliervi la gelatina strizzata. Lasciar raffreddare, versare nella coppetta e rimettere in frigo altre 3 ore.

Per la chantilly al cioccolato bianco: Sciogliere a bagnomaria il cioccolato bianco e a parte preparare la panna semimontata. Lasciar raffreddare il cioccolato controllando che non solidifichi e unire una cucchiaiata di panna. Mescolare bene per uniformare la crema quindi aggiungere la panna con un movimento dal basso verso l'alto. Versare la chantilly nella coppa e rimettere in frigo per qualche altra ora.

lunedì 26 maggio 2014

Honey and soy sauce glazed chicken


Ultimamente sono un po' giù di corda... Studi senza sosta, passi mesi senza dedicarti a null'altro - e rimettendoci anche un po' di salute - per poi arrivare all'esame e trovare domande che non dovrebbero esserci. E tanti saluti al programma d'esame... Si rimane sempre molto delusi quando un professore che rispetti si comporta scorrettamente, soprattutto quando sai di avere dato il massimo per quell'esame. Sinceramente non ho più voglia di farmi venire il sangue amaro con la sindrome della prima della classe... una volta avrei pianto, mi sarei arrabbiata, avrei studiato se possibile ancora di più ma adesso... adesso sono stufa. Voglio fare le cose secondo i miei tempi e le mie forze; se gli altri non sono d'accordo che si arrangino, non è un mio problema.
Ma bando alle ciance... oggi mi sono lasciata ispirare da Martha Stewart e ho preparato questo pollo glassato con miele e salsa di soia. Ormai devo dire che mi sto specializzando nelle marinate e nella cottura del pollo! xD Se avete voglia di un piatto insolito, questo fa sicuramente al caso vostro... ;)

Honey and soy sauce glazed chicken

300g petto di pollo (o qualunque altro taglio)
1 cucchiaio sakè
2 cucchiai salsa di soia
2 cucchiai miele di fiori Rigoni di Asiago

Tagliare a cubi il petto, lavarlo e asciugarlo. Mettere il sakè, il miele, la salsa di soia in un sacchetto ermetico e aggiungere il pollo. Eliminare l'aria, chiudere il sacchetto e sfregarlo in modo da cospargere di glassa il pollo. Lasciar marinare in frigo minimo 3 ore. Versare tutto nella teglia e infornare a 200° per 30 minuti, spennellando ogni tanto il pollo con la glassa.

 
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