lunedì 7 gennaio 2013

Le cantine dei Dogi... tutte da scoprire


Vino pazzo che suole spingere anche l’uomo molto saggio a intonare una canzone,
e a ridere di gusto, e lo manda su a danzare,
e lascia sfuggire qualche parola che era meglio tacere.
Omero

Cenai con un piccolo pezzo di focaccia,
ma bevvi avidamente un’anfora di vino;
ora l’amata cetra tocco con dolcezza
e canto amore alla mia tenera fanciulla.
Anacreonte (circa 570 a.C. – circa 485 a.C.)

Il bronzo è lo specchio del volto,
il vino quello della mente.
Eschilo (525 a.C. – 456 a.C.)

Il vino eleva l’anima e i pensieri, e le inquietudini
si allontanano dal cuore dell’uomo.
Pindaro (518 a.C. circa – 438 a.C. circa)

Sia benedetto chi per
primo inventò il vino
che tutto il giorno mi fa stare allegro.
Cecco Angiolieri (1260 – 1312 circa)
Il vino sa rivestire il più sordido tugurio
d’un lusso miracoloso
e  innalza portici favolosi
nell’oro del suo rosso vapore,
come un tramonto in un cielo annuvolato.
Charles Baudelaire (1821 – 1867)

...e si potrebbe continuare lungamente, perché sin dai tempi dell’antica Grecia il vino è stata la bevanda più decantata dai poeti e dagli scrittori. Il nettare degli dei che dona allegria e unisce i commensali nella convivialità. οῖνος per i greci, vinum per i latini, wiyana per gli ittiti e così via.
Rosso e caldo, come la passione amorosa. Non per nulla il nome ‘vino’ deriva dal verbo sanscrito ‘vena’, che significa proprio amare. La stessa dea Venere probabilmente era una grande estimatrice di questa bevanda omonima. 
E dire che questa bevanda, così preziosa e stimata, è nata probabilmente da un banale errore, dell’uva mal riposta in un otre che finì per fermentare. Come per tutte le grandi scoperte gastronomiche, non sappiamo chi ringraziare per aver inventato il processo di lavorazione del vino. I testi sacri (Genesi 9,20-27) vi diranno che è stato Noè a piantare le prime viti dopo il diluvio universale e a scoprire il metodo per produrre il vino. Poverino, doveva pur riprendersi in qualche modo dallo spavento dell’alluvione!
Ad ogni modo, il vino prodotto e consumato dai greci e dai romani non aveva quasi nulla a che vedere con quello a cui siamo abituati, se non la materia prima. Il vino veniva prodotto tramite ebollizione, per cui la sua consistenza era sciropposa e il sapore particolarmente dolce. Non vi dico quale fosse la gradazione di quell’intruglio! Per evitare di cadere tramortiti dopo il primo sorso, i romani allungavano il vino con acqua e aggiungevano miele e spezie per ingentilirne il sapore. 
Il vino era considerato già all’epoca quasi un elisir di lunga vita, e a buona ragione. Contiene moltissime sostanze positive come i polifenoli e le antocianine, che aiutano l’organismo a combattere l’ossidazione e i radicali liberi. Che furbacchioni questi romani, bevevano per stare allegri e allo stesso tempo si mantenevano giovani...
Nonostante il vino sia una bevanda tipica del Mediterraneo, ormai viene prodotto un po’ ovunque con risultati variabili. Perfino in Cina, Perù e Brasile si imbottiglia il vino, alla faccia della globalizzazione. Fortunatamente, uno dei pochi primati di cui l’Italia di può ancora vantare è proprio quello della produzione di vino. 
Ma quanti tipi di vino esistono? Se lo chiedeste a me, che sono quasi astemia, vi risponderei candidamente “tre: rosso, bianco e rosè” (fa anche rima!). Beata ignoranza... al mondo esistono almeno otto tipi di vino, se non consideriamo quelli liquorosi e gli spumanti o champagne: bianco, rosso, rosato, novello, passito, ruspo, barricato e frizzante. 
Se i romani non si formalizzavano granchè sulla scelta del vino, non avendo tutta la scelta che abbiamo noi a disposizione. Noi, per contro, siamo consumatori esigenti e bene attenti sulla scelta del vino. Vino e pietanza devono essere un duo armonioso, come due strumenti musicali ben accordati. E allora come fare a scegliere il vino che bisogna portare in tavola? Semplice, ci si affida a esperti che sappiano consigliarci al meglio. Una volta si andava dal vinificatore a chiedere lumi; oggi, nell’era di internet e dell’e-commerce, anche la vendita del vino è diventata 2.0.
Oggi esistono le enoteche online, dove ci si può rifornire e dove anche i palati più esigenti vengono conquistati. Io preferisco affidarmi ad aziende a conduzione familiare come l'Enoteca Le cantine dei Dogi, perchè loro uniscono la competenza del produttore alla comodità dell’acquisto online. Uno dei titolari, Vanni, è addirittura degustatore ufficiale e relatore dell’Associazione Italiana Sommelier, quindi posso affidarmi senza remore al suo giudizio d’intenditore. Dal 2010 questa enoteca propone una scelta sconcertante di vini, birre e liquori. Visitando il loro sito ho trovato anche l’amarone, il vino che ci regalano sempre i nostri cari amici di Verona. Vuoi mettere la comodità di vedertelo recapitare a casa, tutto bello infiocchettato, al posto di trasportarlo sul treno di ritorno per Torino? ;)   
L’enoteca propone anche vini internazionali difficilmente reperibili. Siete andati in Francia e avete assaggiato un vino che vi è rimasto nel cuore? Se cercate nel sito dell’enoteca potreste trovarlo e gustarlo di nuovo... 
Se siete dei gourmet dal palato raffinato la sezione “vini magnum” è quella che fa per voi. Lì troverete i migliori vini, quelli che quando li stappi ti lasciano senza fiato. Se, invece, state cercando qualcosa per arricchire la vostra cucina potete puntare sull’aceto balsamico di Modena classico o invecchiato. Insomma, vi consiglio di fare un giro sul sito dell’enoteca Le cantine dei Dogi per esplorare il panorama dei vini italiani, che è un nostro vanto in tutto il mondo.  

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